La Bce dovrebbe chiarire la sua strategia di politica monetaria nel contesto di risveglio dei fautori di una stretta. I commenti pre-riunione a cura di Allianz, Pictet, AcomeA e Mfs

 

Franck Dixmier, global Cio fixed income di Allianz Global Investors

Ci aspettiamo che la BCE annunci una riduzione del volume degli acquisti nell’ambito del PEPP e un ritorno agli acquisti al ritmo precedente, prima dell’accelerazione annunciata a marzo

La Banca centrale europea dovrebbe chiarire il nuovo quadro di politica monetaria annunciato a luglio, compresa la sua guida anticipata sui rialzi dei tassi – che non è stata sostenuta all’unanimità – e gli strumenti da implementare per raggiungere il suo obiettivo di inflazione

Ci aspettiamo che la riunione della BCE sia caratterizzata dal risveglio dei cosiddetti “falchi”. Con l’intensificarsi dei dibattiti del Consiglio direttivo, i mercati potrebbero diventare più volatili.

Fabio Castaldi, investment manager di Pictet Asset Management

Nonostante il recente incremento dell’inflazione e le esternazioni di alcuni falchi del board della BCE come Holzmann e Weidmann, riteniamo che possano ancora prevalere le colombe del direttorio (almeno nella riunione della settimana prossima), nel contesto di un potenziale aumento del rischio pandemico in autunno.

Il rafforzamento dell’Euro sulla scia di un possibile annuncio di tapering da parte della BCE (in anticipo su quello ancora incerto della FED), rappresenterebbe peraltro un rischio non gradito in questa fase iniziale di ripartenza dell’economia. La fiammata inflazionistica, con ogni probabilità di natura transitoria, osservata nei mesi recenti non rappresenta infatti un elemento che possa giustificare un cambio di rotta durante la riunione di giovedì prossimo.

Per quanto riguarda il PEPP, si tratta di un programma specifico creato per fronteggiare la crisi innescata dalla Pandemia. Fintanto che i “dowside risk” legati al Covid 19 e alle sue varianti non siano superati, gli argomenti per definire il termine di tale programma sono prematuri.

La fase invernale sarà sicuramente decisiva per valutare se i rischi legati alla Pandemia si possano descrivere come superati e, pertanto, una valutazione circa la possibile conclusione del PEPP a marzo prossimo potrà essere fatta solo in prossimità di tale scadenza.

Gli acquisti della BCE sotto il programma del Pepp (“generosi” per i Paesi periferici) rappresentano una variabile importante anche per i mercati obbligazionari europei. Altrettanto importante sarà l’esito delle elezioni di fine settembre in Germania. Dovesse prevalere una maggioranza di centro-sinistra (come i recenti sondaggi sembrano indicare), politiche fiscali espansive in Germania ed altrove spingerebbero i rendimenti al rialzo in assoluto, ma con spread periferici in restringimento.

Questo scenario, accompagnato da un PEPP ancora a pieno regime, andrebbe a premiare posizioni in acquisto della periferia europea (BTP in testa) e in vendita di Bund tedeschi.

Pasquale Diana, senior macro economist di AcomeA SGR

Alla luce degli ultimi commenti, è probabile che la BCE indicherà nella riunione di giovedì una riduzione del ritmo di acquisti del PEPP. Il quadro macroeconomico appare favorevole e le condizioni finanziarie sono diventate più espansive nelle ultime settimane.

Ne consegue, quindi, che la BCE abbia, al momento, un minor bisogno di supportare il mercato di quanto avesse indicato in precedenza. Chiaramente, questo non equivale al tapering di cui si parla per la Fed, in quanto non si tratta di un processo lineare ed è possibile – qualora le condizioni del mercato lo richiedano – che la BCE torni ad incrementare il ritmo degli acquisti nel Q1 2022.

In generale, mi sembra probabile che il PEPP si concluda a marzo, visto che non vedo margini per un accordo sulla sua estensione. È tuttavia palese che la BCE dovrà aumentare il suo programma di acquisti principale – l’APP – e trovare un compromesso per trasferire alcune delle flessibilità del PEPP all’APP. In generale, i rendimenti in Europa appaiono destinati a salire, ma chiaramente la BCE vigilerà affinché questo non metta a rischio la ripresa.

Annalisa Piazza, fixed-income research analyst di MFS Im

La riunione del Consiglio direttivo della BCE di giovedì si prevede essere “animata”, con gli operatori di mercato focalizzati principalmente su due decisioni importanti che potrebbero determinare una certa volatilità per gli EGB. In primo luogo, ci aspettiamo che la BCE faccia un annuncio sul PEPP per il Q4, ricalibrando il ritmo attuale per assicurarsi che sia coerente con il quadro macro e lo stato attuale delle condizioni di finanziamento.

In secondo luogo, le proiezioni aggiornate della BCE per la crescita e l’inflazione faranno maggiore chiarezza su come i policy maker guardano ai rischi di medio termine (specialmente per l’inflazione) dopo il recente picco dei prezzi e le indicazioni che la domanda globale potrebbe aver raggiunto il livello massimo (considerando anche la diffusione della variante Delta).

Per quanto riguarda il futuro del PEPP, prevediamo che la BCE annunci qualche lieve aggiustamento per il quarto trimestre (60-65 miliardi di euro dagli attuali 80 miliardi di euro). Nonostante il ritmo di acquisto più lento, sospettiamo che la Lagarde vorrà mantenere un orientamento dovish, sottolineando che tale adeguamento non rappresenti una forma di tapering ma semplicemente un riallineamento agli sviluppi economici e alle recenti tendenze delle condizioni di finanziamento (estremamente accomodanti).

Guardando le proiezioni aggiornate della BCE, prevediamo una leggera revisione al rialzo sia per il PIL che per l’inflazione per il 2021 e – considerate le conseguenze positive – anche per il 2022. L’inflazione ha sorpreso al rialzo negli ultimi mesi e l’IPCA (Indice Prezzi al Consumo Armonizzato) di agosto ha raggiunto il 3%, ben al di sopra dell’obiettivo di inflazione della BCE.

Ci aspettiamo che la BCE riconosca la manovra al rialzo, ma mantenendo la previsione sui fattori temporanei che si correggeranno dall’inizio del 2022 e su una crescita dei salari contenuta, che ponendo rischi limitati per l’inflazione nel medio termine. Detto questo, escludiamo che i numeri core dell’IPCA e dell’inflazione del 2023 siano rivisti considerevolmente al rialzo, a testimonianza del fatto che la BCE non è disposta ad abbandonare presto il suo orientamento dovish. Nel complesso, ci si attende che la BCE mantenga la sua valutazione del rischio ampiamente equilibrata sia per la crescita che per l’inflazione.

Dal punto di vista del mercato, l’orientamento ancora dovish della prossima riunione della BCE manterrà probabilmente la parte corta delle curve degli EGB ancorata ai livelli attuali.

Per ora, sospettiamo che la BCE (come altre banche centrali, tra cui la Fed) preferisca mantenere una posizione estremamente accomodante per quanto riguarda il percorso di possibili rialzi dei tassi. Ulteriori discussioni sul futuro del QE (cioè quanta flessibilità sarà data al programma APP) sono attese più avanti. 


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