La Presidente Lagarde ha tenuto a sottolineare che la BCE non sta facendo una “pausa”. I commenti di Columbia Threadneedle, Carmignac, Moneyfarm, Pimco e Fidelity

 

Dave Chappell, Senior Fixed Income Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments, ha commentato:

Dopo quello che molto probabilmente è stato l’ultimo rialzo da parte della Federal Reserve statunitense ieri, la BCE ha raffreddato il ritmo della traiettoria di aggiustamento dei tassi, scendendo in linea con le aspettative del mercato e optando per un rialzo di 25 punti base, la metà delle tre mosse precedenti.

Per placare i falchi, il reinvestimento delle obbligazioni in scadenza all’interno della APP sembra destinato a terminare a luglio, prima del previsto. Questo dovrebbe aggiungere una certa spinta al rialzo degli spread periferici. Anche se la conferma dei reinvestimenti del PEPP fino al 2024 continuerà a offrire maggiore flessibilità all’esposizione dei paesi e pertanto un sostegno.

La Presidente Lagarde ha tenuto a sottolineare che la BCE non sta facendo una “pausa” – un chiaro tentativo di distinguere il suo aumento da quello della Fed. Ma ha anche segnalato che la maggior parte del percorso verso un livello adeguato di politica restrittiva è ormai nello specchietto retrovisore.

In prospettiva, gli effetti ritardati di quello che è stato un aggiustamento aggressivo della politica monetaria cominceranno a ripercuotersi sull’economia reale nei prossimi mesi, in concomitanza con un’accelerazione della liquidazione dei bilanci e con la scadenza dei prestiti a basso costo resi disponibili con le operazioni TLTRO.

L’insieme di queste misure dovrebbe agire come un freno molto potente sull’economia dell’Eurozona, che è già in fase di stallo, come confermato dai dati del PIL del 1° trimestre. Lo scenario peggiore di un inverno rigido può aver risollevato il sentiment e l’attività nel breve termine. Ma la triplice stretta politica farà presto appassire nuovamente gli spiriti.

Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac, ha aggiunto:
Kevin Thozet

“Come ampiamente previsto dagli investitori, la BCE ha aumentato i tassi di 25 punti base. Gli elementi prospettici della dichiarazione indicano la fine del percorso di rialzo, con altri due rialzi di 25 punti base in programma. Insieme alla riduzione del programma di acquisto di asset, che terminerà a luglio.

La luce in fondo al tunnel della fine dei rialzi dovrebbe essere di supporto per i mercati obbligazionari in generale. Mentre la fine dei reinvestimenti nell’ambito dell’APP dovrebbe esercitare una pressione al rialzo sui rendimenti degli emittenti sovrani che hanno beneficiato maggiormente del programma, ossia i cosiddetti Paesi periferici, soprattutto perché finora non hanno mostrato alcun segno di stress dovuto alla stretta quantitativa.”

Anna Stupnytska, Global Macro Economist di Fidelity International, ha commentato:

“Nella riunione di oggi la BCE ha aumentato i tassi di 25 punti base, in linea con il market pricing, riducendo il ritmo dei rialzi al minimo incremento dall’inizio del ciclo, nel luglio 2022.

Considerato il ridimensionamento, seppur molto modesto, dell’inflazione a marzo e il continuo e rapido irrigidimento delle condizioni di prestito bancario, come evidenziato dall’ultima indagine sui prestiti bancari (BLS) della BCE, questa decisione appare in linea con la dipendenza dai dati della Banca.

Il tono delle dichiarazioni è stato accomodante, evidenziando che l’inasprimento della politica sta già alimentando le condizioni di finanziamento e monetarie “con forza” e che il meccanismo di trasmissione stesso rimane incerto.

Continuiamo a credere che l’entità dell’inasprimento delle politiche attuato finora dalla BCE sia già sufficiente a provocare una possibile recessione. L’effetto dell’inasprimento sta diventando più evidente negli Stati Uniti, dove la Fed ha segnalato una potenziale pausa nella riunione di maggio, anche in considerazione del fatto che ha iniziato il suo ciclo di rialzi quattro mesi prima della BCE.

Dati i ritardi nel meccanismo di trasmissione, l’economia reale dell’area dell’euro potrebbe ancora dover accusare il colpo. Anche in assenza di ulteriori tensioni nel sistema bancario europeo, le condizioni di credito restrittive sono destinate a rimanere. Le rinnovate tensioni bancarie negli Stati Uniti aggiungono un ulteriore livello di incertezza alle già complesse prospettive. È fondamentale che, con la Fed in pausa, la divergenza delle politiche USA-EA non vada lontano.” 

Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, ha detto:

Nel complesso, le decisioni di politica monetaria odierne sono state sostanzialmente in linea con le nostre aspettative di un rialzo dei tassi d’interesse in qualche modo aggressivo pari a 25 punti base.  

Konstantin Veit

Se da un lato la BCE ha confermato il proprio approccio dipendente dai dati e “riunione per riunione”, dall’altro si aspetta che ci sia ancora della strada da fare affinché i tassi di interesse raggiungano livelli sufficientemente restrittivi.

La BCE non farà una pausa, ma continuerà ad alzare i tassi d’interesse, poiché le pressioni sottostanti sui prezzi rimangono troppo forti.

La fine dei reinvestimenti del programma di acquisto di asset (APP) a partire da luglio è stato il nostro scenario di base e implica un aumento del quantitative tightening (QT) dagli attuali 15 miliardi di euro al mese a circa 25 miliardi di euro al mese in media nel corso del secondo semestre.

Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, ha concluso:

Come previsto, la BCE ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, apparentemente in linea con la decisione della Fed di ieri sera.

Richard Flax

Il settimo rialzo consecutivo arriva sulla scia di un’inflazione ancora alta nell’Eurozona: ad aprile l’inflazione complessiva è risalita per la prima volta in sei mesi al 7%, anche se la componente core è scesa al 5,6% per la prima volta da giugno 2022.

La BCE tiene conto del fatto che le banche dell’Eurozona hanno ridotto in modo significativo l’accesso al credito e prevede un possibile impatto sull’economia. Poiché il FMI stima che l’inflazione non raggiungerà il target del 2% fino al 2025, la Banca Centrale dovrà intraprendere una delicata azione di bilanciamento, alla luce di un’inflazione persistente e della pressione sull’economia.


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