Lagarde ha sottolineato che le future decisioni sui tassi di interesse saranno valutate riunione per riunione
Simon Dangoor, Head of Fixed Income Macro Strategies di Goldman Sachs Asset Management, commenta:
“Gli investitori devono considerare la maggiore incertezza sulle prospettive a breve termine della BCE. Manteniamo una conviction più bassa sui tassi a breve termine in Europa, data l’assenza di una chiara direzione.
E preferiamo le strategie steepener, alla luce dell’aumento di emissioni per finanziare l’espansione fiscale in Germania e di un probabile incremento del premio a termine derivante da un miglioramento delle prospettive di crescita e inflazione nel medio termine”.
Felix Feather, economista di Aberdeen Investments, aggiunge:

“Come previsto, la BCE ha tagliato i tassi di 25 punti base, portandoli al 2,5%. Prevediamo che nel corso dell’anno la BCE ridurrà i tassi fino al livello neutrale del 2%. La dichiarazione politica rivista della BCE descrive l’attuale posizione come “sempre meno restrittiva”, indicando che il Consiglio direttivo potrebbe vedere qualche rischio al rialzo per tale previsione.
La possibilità di un aumento significativo del “deficit spending” europeo ha spinto i mercati a prevedere un minor numero di tagli dei tassi negli ultimi giorni, mentre la parte lunga della curva ha subito una contrazione ancora più marcata.
Riteniamo che lo stimolo fiscale potrebbe aumentare la crescita dello 0,5-1,0% in Germania e dello 0,2-0,7% nell’intera Eurozona.
Tuttavia, un eventuale sostegno potrebbe arrivare troppo tardi per impedire all’economia francese di cadere in una recessione tecnica. Dopo la contrazione del PIL dello 0,1% registrata dalla Francia nel quarto trimestre, il flusso di dati ad alta frequenza sull’attività è stato debole, con gli indicatori di disoccupazione registrata, PMI e produzione industriale che ora sono tutti in rosso.
Inoltre, la spinta alla crescita derivante dallo stimolo fiscale in Europa è destinata a essere almeno in parte compensato dall’imposizione di dazi settoriali da parte degli Stati Uniti.
In sintesi, continuiamo ad aspettarci che la BCE porti i tassi a un livello neutrale in tempi relativamente brevi. Ma i rischi per questa previsione, in entrambe le direzioni, stanno aumentando.
I pochi dati sull’attività a breve termine e i dazi statunitensi potrebbero portare la BCE a tagliare i tassi in modo più aggressivo, ma l’allentamento fiscale anticipato potrebbe far sì che i tassi rimangano più alti più a lungo.”
Dean Turner, Chief Eurozone and UK Economist UBS Global Wealth Management, conclude:
“In linea con le nostre aspettative e con quelle del mercato, la BCE ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base (bps), portando il tasso al 2,5%. Il comunicato stampa suggerisce che i policymaker preferiscono continuare a adottare una strategia decisionale riunione dopo riunione, pur riconoscendo che la politica monetaria sta diventando significativamente meno restrittiva
A nostro avviso, è probabile che la BCE continui a tagliare i tassi a un ritmo costante di 25 pb a ogni riunione fino a giugno, portando il tasso al 2%, ma i rischi legati a questa previsione sono equilibrati.
Una maggiore incertezza geopolitica e la minaccia di dazi sulle esportazioni dell’UE verso gli Stati Uniti rappresentano un rischio per la crescita, che potrebbe spingere la BCE a ridurre ulteriormente i tassi per sostenere l’economia nel corso dell’anno.
Tuttavia, questo rischio è bilanciato dai recenti annunci di un significativo aumento della spesa fiscale nei prossimi anni. Sebbene l’effetto della spesa fiscale possa aver bisogno di tempo per riflettersi sull’economia, un miglioramento del sentiment, che potrebbe essere ulteriormente rafforzato in caso di cessate il fuoco in Ucraina, potrebbe portare a un aumento della spesa e degli investimenti nei prossimi mesi.
I recenti sviluppi della politica monetaria e fiscale comportano rischi al rialzo per le nostre previsioni di crescita economica e probabilmente sosterranno l’euro, l’azionario tedesco, il settore industriale e le Small e Mid Cap dell’Unione economica e monetaria (UEM) dell’Unione europea.”
Redazione
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