Le prospettive per il 2025 sui mercati a cura di Johanna Kyrklund, group chief investment officer, Schroders
La notizia della vittoria di Donald Trump alle elezioni americane ha portato a infinite speculazioni su quali potrebbero essere le sue politiche. In questo contesto, è sempre utile fare un passo indietro e concentrarsi sulle tendenze del quadro più ampio.
Abbiamo già parlato in passato del cambiamento del regime di investimento: il passaggio a un mondo multipolare, politiche fiscali più proattive e tassi di interesse più elevati rispetto all’ultimo decennio. In questo contesto, Trump è più un sintomo che una causa del contesto politico. Il suo secondo mandato rappresenterà un’intensificazione delle tendenze già in atto: una politica fiscale allentata e una reazione contro la globalizzazione sotto forma di dazi più elevati.
Cosa significa questo per i mercati nel 2025? Lasciando da parte i rischi politici, il contesto economico rimane favorevole. L’inflazione si è mossa nella giusta direzione e i tassi di interesse sono in calo negli Stati Uniti e in Europa. Ci aspettiamo un atterraggio morbido e la nostra previsione è che la crescita riaccelererà nel corso del 2025.
Guardare oltre i recenti vincitori per opportunità di rendimento
Per quanto riguarda i titoli azionari, l’S&P500 appare costoso, ma le valutazioni al di fuori delle mega-cap e degli Stati Uniti appaiono più ragionevoli. Gli investitori azionari si sono abituati al fatto che un piccolo numero di grandi società alimenta i guadagni del mercato azionario. Questo schema, tuttavia, sta già cambiando. Riteniamo che negli Stati Uniti vi sia il potenziale per un ulteriore allargamento dei mercati, soprattutto alla luce dell’attenzione di Trump per la deregolamentazione e i tagli alle imposte sulle società.
Al di là degli Stati Uniti, se Trump attuerà pienamente la politica sui dazi annunciata durante la campagna elettorale, il commercio sarà un’importante area di interesse. Potrebbe essere difficile attuare per legge tariffe così estese, ma l’incertezza incoraggerà in ogni caso le aziende statunitensi a delocalizzare. Ciò potrebbe stimolare la crescita degli Stati Uniti a scapito dei Paesi vicini, ma ci aspettiamo anche un maggiore stimolo monetario al di fuori degli Stati Uniti per compensare questa situazione.
Nel complesso, quindi, vediamo la possibilità di ottenere rendimenti positivi dalle azioni nel 2025, ma gli investitori potrebbero dover guardare oltre i recenti vincitori. Come accennato in precedenza, rimaniamo posizionati per un atterraggio morbido, ma c’è il rischio che il contesto di crescita degli Stati Uniti possa essere “troppo caldo” piuttosto che “troppo freddo”. I freni all’immigrazione e le politiche per rilanciare il settore societario potrebbero aumentare il rischio di inflazione interna, limitando la capacità della Federal Reserve di ridurre i tassi.
Le obbligazioni offrono un reddito interessante
Questo mi porta alle obbligazioni. La vecchia ragione per possedere obbligazioni – generare reddito – è tornata e continuiamo a sostenerne l’inclusione nei portafogli. Le politiche fiscali e monetarie divergenti in tutto il mondo offriranno anche opportunità di cross-market nel reddito fisso e nelle valute. Inoltre, i solidi bilanci societari sostengono il rendimento offerto dai mercati del credito. In termini di diversificazione, continuiamo ad apprezzare l’oro in quanto fornisce una copertura contro i rischi di recessione, in modo simile alle obbligazioni. È anche una buona riserva di valore in caso di esiti più stagflazionistici ed eventi geopolitici.
La diversificazione è la chiave per la resilienza del portafoglio
Così arriviamo all’importanza della resilienza del portafoglio. Nonostante il contesto economico appaia generalmente favorevole ai rendimenti, non possiamo ignorare il fatto che i mercati siano esposti a numerosi rischi. Stiamo affrontando una disruption su scala senza precedenti che sta assumendo varie forme. Abbiamo già menzionato le potenziali disruption dovute ai dazi e alle guerre commerciali. Ci sono anche i conflitti in corso in Medio Oriente e in Ucraina, dove i rischi di errori di calcolo politico non possono essere ignorati.
Il meccanismo di trasmissione degli eventi geopolitici ai mercati avviene tipicamente attraverso le materie prime. Come asset class, le materie prime sono state sfavorite a causa dei timori per la crescita globale, ma hanno un ruolo importante da svolgere nell’offrire diversificazione e creare portafogli resilienti. Anche i mercati privati possono contribuire a fornire resilienza attraverso l’esposizione a diversi tipi di asset che sono tipicamente più isolati dagli eventi geopolitici rispetto alle azioni o alle obbligazioni quotate. Ne sono un esempio gli asset immobiliari e infrastrutturali che offrono flussi di cassa resilienti a lungo termine, nonché asset come i titoli legati alle assicurazioni, dove il fattore di rischio principale è rappresentato dalle condizioni atmosferiche.
Nel complesso, riteniamo che le condizioni siano favorevoli per ottenere buoni rendimenti nel 2025, ma ci saranno sfide da affrontare. Un approccio diversificato, che guarda a tutte le regioni e le asset class, può contribuire a rendere i portafogli più resilienti, indipendentemente da ciò che ci riserva l’anno a venire.
Redazione
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