Agli attuali rendimenti di mercato, i Treasury a breve scadenza sono molto appetibili. A colloquio con Steve Ryder, senior portfolio manager di Aviva Investors.

I Treasury sono affondati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo verso l’alto i rendimenti, cosa alquanto strana poiché nei casi di crescente pericolo percepito dagli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in asset rifugio. Come interpretare il calo delle quotazioni?
I treasury statunitensi non hanno fornito una copertura alla debolezza dei titoli azionari, poiché il forte trend di crescita e inflazione ha fatto temere un aumento dei tassi di policy che, a sua volta, ha esercitato pressioni su condizioni finanziarie più rigide e sull’indebolimento dei titoli azionari.
Siamo ancora convinti che i titoli di stato statunitensi rappresentino un safe haven per gli investitori e il recente conflitto in Medio Oriente ha mostrato un primo forte flusso verso il mercato obbligazionario. Con la continua normalizzazione dell’inflazione fino al 2024, ci aspettiamo di vedere aumentare l’attrattiva dei treasury statunitensi come bene rifugio e diversificatore rispetto alle azioni.
Ritenete che quello attuale rappresenti un buon punto di ingresso per chi voglia aumentare la quota di portafoglio destinata ai treasury decennali o che sia meglio focalizzarsi su titoli di stato Usa a scadenza più breve?
La recente debolezza della crescita statunitense e il segnale della Federal Reserve che la politica è ormai sufficientemente restrittiva hanno eliminato il rischio di una nuova accelerazione di crescita e della necessità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria.
L’eliminazione di questo rischio di coda rende le scadenze a breve termine degli Stati Uniti interessanti per gli investitori, in quanto il rendimento disponibile è solo leggermente inferiore al tasso dei Fed funds e il potenziale di apprezzamento del capitale è destinato a crescere man mano che ci si avvicina al primo taglio dei tassi nel 2024.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

