A cura di Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy, Allianz Global Investors 

 

Mercati, l'outlook per la fine del 2020 di Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy.
Stefan Rondorf

In molti Paesi per tradizione i bambini scrivono a Babbo Natale una letterina con la lista dei regali che vorrebbero ricevere. E se potessero farlo anche gli investitori, che cosa chiederebbero per il 2025?

Crescita sufficiente: Una crescita economica sufficientemente elevata e solida nelle aree geografiche cruciali di Stati Uniti, Asia ed Europa: può essere considerato l’ingrediente essenziale per un anno positivo sui mercati finanziari. Nel complesso la crescita dell’economia statunitense appare solida, con una spesa per consumi particolarmente consistente.

I tagli fiscali e la deregolamentazione potrebbero addirittura dare ulteriore impulso alla crescita. Ma, al contempo, i dazi e l’espulsione dei lavoratori immigrati potrebbero sortire l’effetto opposto. Quanto a Europa Cina, il loro PIL ha ancora possibilità di rialzo. E, una crescita con numeri che sorprendano in positivo potrebbe portare a una vera e propria ripresa del sentiment.

Calo dell’inflazione: Il 2021 e il 2022 ci hanno purtroppo ricordato l’impatto che un’inattesa impennata dell’inflazione può avere sui mercati finanziari. In generale, il 2024 ha registrato un continuo attenuarsi dell’inflazione. Ma ultimamente questa tendenza sembra in (pur leggero) stallo, in particolare negli Stati Uniti. Certo sarebbe utile che i tassi d’inflazione convergessero verso gli obiettivi del 2% stabiliti dalle banche centrali. Ma non è affatto una conclusione scontata. Anche a questo proposito, molto dipenderà dalle politiche della nuova amministrazione degli Stati Uniti.

Protezionismo al minimo: Un calo degli scambi commerciali, il ridursi della concorrenza, un livello inferiore di specializzazione e meno economie di scala nella filiera sarebbero svantaggiosi per tutte le parti coinvolte. Quanto più la nuova amministrazione statunitense agirà in modo pragmatico in termini di politica commerciale, tanto meglio sarà per tutti.

Ripresa del manifatturiero: Guardando indietro, nel 2024 il motore della crescita globale sembra esser stato fortemente orientato ai servizi. Diversamente, l’industria manifatturiera ha subito una contrazione. O, quantomeno, ha generato una crescita anemica. Ultimamente, negli Stati Uniti gli indici dei responsabili degli acquisti relativi ai nuovi ordini hanno registrato una leggera ripresa. E presto potrebbe quindi finire l’ormai protratta fase di riduzione delle scorte.

Di recente, gli indicatori anticipatori del settore manifatturiero si sono stabilizzati su un livello basso anche in Paesi quali Germania e Cina. Una crescita dalla base più ampia potrebbe portare anche a una maggiore diversificazione del mercato azionario (o a una minore concentrazione). Una ripresa dei titoli a bassa capitalizzazione e di altri segmenti finora trascurati all’interno di un mercato azionario globale fortemente concentrato potrebbe indubbiamente rallegrare molti investitori.


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Redazione

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