Preferiamo coprire il rischio di credito tramite acquisti sugli Hy e detenere alcune posizioni su Treasury a lunga scadenza come copertura dai risk off. Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac

La Fed ha comunicato che il primo ritocco ai tassi dovrebbe arrivare a marzo. Fin dove credete possa spingersi il rendimento del Treasury decennale nel corso del 2022 e quale forma potrebbe assumere la curva dei tassi Usa?
Il numero di rialzi previsti per il 2022 è effettivamente aumentato, oltre al fatto che la Federal Reserve ha esplicitamente previsto la possibilità di un’accelerazione del piano di ridimensionamento del proprio bilancio. La reazione dei mercati è stata molto forte da allora, ma c’è spazio perché i tassi di interesse proseguano in questa tendenza al rialzo.
La Federal Reserve è in qualche modo stretta tra una “bolla generale” e la nascente spirale salari-prezzi. In effetti il problema è che nonostante il movimento al rialzo dei tassi d’interesse, le condizioni finanziarie rimangono molto accomodanti, in un contesto in cui il mercato immobiliare è molto forte e le condizioni di credito bancario (già molto morbide) continuano ad allentarsi ulteriormente.
Come tale, il rischio rimane sbilanciato verso il lato hawkish della retorica della Fed. Data la sensibilità delle azioni e dei prezzi delle case ai tassi a lungo termine, la Fed potrebbe trovare opportuno enfatizzare il Quantitative Tightening come un modo per prevenire un ulteriore appiattimento della curva.

In questa fase di mercato quali tipologie di titoli di Stato Usa ritenete sia opportuno inserire in portafoglio?
Nel contesto attuale, la nostra allocazione sui mercati obbligazionari USA è suddivisa tra il segmento del credito, seppur con una forte selettività – stiamo infatti coprendo parte del nostro rischio di credito tramite acquisti sugli indici High Yield USA, in modo da concentrarci sul potenziale di performance idiosincratica – e posizioni negative sulla parte breve e intermedia della curva dei rendimenti (fino a sette anni), che è più sensibile all’evoluzione della politica monetaria.
Teniamo in considerazione anche il fatto che i mercati, pur integrando sempre più la normalizzazione della politica della Fed sulle scadenze più brevi, sottovalutano ancora l’andamento dei tassi dopo il 2022, nonché di quelli terminali dopo questa fase di rialzi. Ai fini della gestione del rischio, deteniamo anche alcune posizioni lunghe più in basso nella curva dei rendimenti (30 anni), poiché questi sono strumenti preziosi per far fronte a potenziali episodi di risk off.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

