Tokio beneficerà di tassi reali più stimolanti per l’economia domestica proprio mentre Usa ed Europa sono alle prese con un’inflazione elevata. Aneeka Gupta, director, macroeconomic research, WisdomTree

La Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta a dispetto degli eventi che hanno fatto impennare la volatilità sui mercati azionari. Quali sono a vostro parere i fattori che hanno consentito all’equity nipponico di centrare questo risultato?

I ricavi sono stati un importante driver per le azioni giapponesi nell’ultimo mese. Le aziende del Paese hanno alzato la loro guidance sul reddito netto del 5,2% trimestre su trimestre, oltre a un aumento del 9% durante i risultati del trimestre conclusosi a settembre, portando la guidance in linea con il consenso.

Le importazioni energetiche del Giappone rappresentano una percentuale significativamente più bassa del prodotto interno lordo nominale rispetto al passato, rendendo l’economia più resistente agli effetti continui dell’aumento dei prezzi del petrolio. In confronto, i mercati azionari europei hanno assistito a un forte calo a causa dell’elevata dipendenza dalle forniture energetiche russe.

L’inflazione statunitense ed europea continua ad accelerare e dovrebbe portare a un inasprimento della politica monetaria; in confronto, il Giappone manca di inflazione e dovrebbe beneficiarne per rendere i tassi di politica reale più stimolanti. I riacquisti giapponesi sono suscettibili di trasformarsi in un importante catalizzatore proprio mentre l’aumento dei tassi li rallenta in altri mercati.  

Aneeka Gupta, WisdomTree
Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, quali prospettive delineate per il mercato azionario giapponese?

I dati economici in Giappone sono stati deboli. Ciò è stato evidente nel declino dell’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) nel settore manifatturiero. Il maggiore ostacolo rispetto al PMI di febbraio è stato il calo della produzione manifatturiera, dato che l’onda rappresentata da Omicron ha interrotto la produzione e le catene di approvvigionamento. Con il peggioramento della crisi dell’offerta in Giappone e la domanda che vacilla a causa di Omicron, le aspettative sulla produzione futura nell’anno a venire sono scese bruscamente a febbraio, toccando il minimo da gennaio dello scorso anno.

Nonostante il calo dell’ottimismo per l’anno a venire, la creazione di posti di lavoro sostenuta e la mancanza di una riduzione deliberata degli occupati segnalata dal report di febbraio sono segnali incoraggianti che la produzione rimbalzerà nei prossimi mesi una volta che Omicron sarà alle spalle.

La catena di approvvigionamento e i vincoli del mercato del lavoro dovrebbero allentarsi nei prossimi mesi, facilitando questo ritorno alla crescita della produzione. Il Giappone è uno dei pochi mercati con una crescita in accelerazione mentre le altre economie rallentano. Il motore è il pacchetto di stimolo fiscale da 55,7 miliardi di yen, pari al 10,4% del PIL, firmato dal Parlamento a dicembre. Le valutazioni (rapporto prezzo/utili P/E) dell’indice TOPIX sono state corrette da un recente picco di 18,1x alla fine del 2020 all’attuale 12,5x.

 

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.