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Le azioni italiane restano su livelli convenienti

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Le azioni italiane restano su livelli convenienti

 

Il P/e del listino domestico è 14 rispetto alla media europea di 17. Le azioni potrebbe trarre vantaggio da un calo del premio al rischio come già avvenuto per i bond. Nadège Dufossé, head of cross asset strategy di Candriam

La spinta economica relativa al Recovery potrebbe favorire i Paesi periferici. In modo particolare Italia e Spagna, i cui mercati azionari potrebbero prendere quota. Condividete quest’ipotesi?

I mercati finanziari hanno già anticipato la ripresa economica, almeno in parte. Questo è particolarmente vero negli Stati Uniti, dove i settori ciclici (ad eccezione di quello energetico) hanno raggiunto valori tra il 20% e il 40% superiori ai livelli pre-crisi.

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Nadège Dufossé di Candriam

In Europa c’è ancora spazio per un ulteriore recupero a seguito del lento inizio della campagna vaccinale. Tuttavia, va ricordato che sia l’economia italiana che quella spagnola, particolarmente dipendenti dal turismo, sono state significativamente colpite dalla crisi sanitaria.

La valutazione del mercato italiano, ad esempio, con un PE di 14, rimane inferiore a quella dell’Europa (PE di 17) e anche le performance arrancano rispetto alla media europea. Possiamo immaginare che le azioni potrebbero beneficiare di una riduzione del premio al rischio, come già le obbligazioni negli ultimi mesi.

Questo sarebbe un catalizzatore di performance migliori. In questo senso, per gli investitori saranno fondamentali tanto la fiducia nel piano di ripresa italiano, quanto l’attuazione del Next generation EU. La riuscita della ripresa economica italiana è la chiave per il successo dell’Europa.

Se il Recovery riuscirà a spingere i mercati periferici dell’Eurozona, credete che saranno le small cap o le large cap di questi listini a trarre i maggiori vantaggi?

Le small cap sono più legate alla ripresa interna e dovrebbero quindi continuare a beneficiare della ripresa. In Europa, le small cap sovraperformano le large cap dall’inizio dell’anno, come anche da gennaio 2020.

Questi titoli beneficiano di una crescita strutturale più forte. All’interno dei nostri portafogli continuiamo a sostenere un approccio equilibrato e ben diversificato geograficamente. Cerchiamo inoltre valutazioni interessanti, che si possono trovare anche nelle large cap.

Dall’inizio della crisi sanitaria abbiamo osservato una discrasia tra i mercati finanziari e l’economia reale, perché gli indici finanziari non sempre riflettono bene la situazione interna dei singoli Paesi. Sicuramente in questa fase di ripresa dobbiamo prestare attenzione alle valutazioni e cercare le società con i profili di crescita più attraenti per i prossimi due anni, sia nelle small sia nelle large cap.

 

 

 

 

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