Mid/small cap italiane. Le società a media e piccola capitalizzazione poco esposte al mercato Usa hanno nettamente sovraperformato le large caps. Simone Benini, Portfolio Manager, AcomeA PMItalia

Nell’ultimo trimestre, il mercato azionario italiano ha premiato le società quotate che presentano una minore esposizione commerciale agli Stati Uniti. Il differenziale tra le performance di questo gruppo di titoli rispetto a quelli di società molto esposte al mercato Usa ha raggiunto il 30%.
I titoli del settore industriale (+30,14%) e quelli del settore consumer discretionary (+31,39%) guidano la classifica delle performance. Tuttavia, le differenze sono nette anche all’interno dei settori con le aziende più esposte al mercato Usa operative nei ‘consumer discretionary’ che sottoperformano del -21,04%. Lo stesso trend è rilevabile nel settore healthcare, con le aziende esposte al mercato domestico in grado di non perdere terreno (+0,17%) e quelle export oriented verso gli Usa in ribasso del 14,4%.
L’introduzione dei dazi ha riportato l’interesse degli operatori di mercato sul segmento dei titoli mid/small cap italiani dopo un lungo periodo di letargo. Nel periodo in analisi, l’aggregato delle mid/small cap mostra una performance media ponderata del +17,72% rispetto al +9,69%) dell’intero indice italiano (escluso i titoli finanziari). Un ulteriore spinta alle mid/small cap italiane potrebbe arrivare dall’FNSI di Cassa Depositi e Prestiti che coinvolge una dozzina di Sgr con l’obiettivo di raccogliere 700 mln di euro.
L’introduzione dei dazi al 15% sulle merci europee da parte degli Usa, ha fatto lievitare l’attenzione degli operatori verso la distribuzione geografica dei ricavi e sui potenziali effetti negativi ascrivibili al rischio di cambio. Il tema della localizzazione delle produzioni e della dipendenza dai mercati esteri è ormai centrale nelle analisi sulle società quotate.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

