A colloquio con Axelle Pinon, membro del Comitato Investimenti di Carmignac, sui rischi e opportunità legati all’investimento nell’azionario Usa

Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?
Il mito dell’eccezionalità statunitense sembra ancora molto diffuso e continuerà a esserlo nei i prossimi anni. Diversi fattori potrebbero offrire venti di coda strutturali: la crescita economica solida rispetto al resto del mondo; l’attivismo della politica industriale, come nel caso dell’Inflation Reduction Act, anche se ciò significa aggravare il deficit.
Bisogna però tenere presente il potenziale impatto negativo dell’inflazione a lungo termine e dell’incertezza ad essa legata sulle valutazioni nel mercato azionario US. Crediamo che la disinflazione sia ora più ciclica che strutturale, nel medio termine persisteranno quindi forti pressioni inflazionistiche. I forti trend demografici, la decarbonizzazione e la deglobalizzazione (commerciale e finanziaria) stanno facendo diminuire l’offerta potenziale, creando una maggiore domanda di investimenti. Questi fattori renderanno l’inflazione mediamente più alta, ma anche più volatile. Ciò avrà un impatto a lungo termine sulle valutazioni delle azioni statunitensi.
Inoltre, questi venti di coda strutturali per il mercato statunitense non devono far dimenticare agli investitori l’importanza della selettività e della gestione attiva. Nei prossimi mesi, se i trend dei tassi d’interesse diventeranno più favorevoli, gli utili societari torneranno a essere il fattore di differenziazione. A nostro avviso, però, anche le aspettative sugli utili per il 2024 potrebbero essere troppo ottimistiche. Ci vuole tempo perché l’aumento dei tassi d’interesse influisca sugli utili – nonostante la pressione salariale, i margini delle imprese rimangono ai massimi storici – quindi è lecito chiedersi quanto essi siano sostenibili. Sembra quindi probabile una revisione al ribasso delle aspettative sugli utili.

Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?
Gli Stati Uniti sono poi al centro di diversi trend d’innovazione interessanti: ad esempio, l’IA offre benefici economici positivi a breve termine a tutto il settore tech, con implicazioni ancora maggiori nel lungo periodo per chi saprà primeggiare in questo segmento. Per gli investitori, l’opportunità di guadagno legata all’IA potrebbe concretizzarsi molto rapidamente. Lo abbiamo visto con Nvidia in occasione della pubblicazione degli utili del Q2 o con Microsoft, che ha già lanciato diverse applicazioni basate sull’IA, dimostrando il potenziale in termini di crescita e adozione. All’interno di questo trend, il mercato US è quello meglio posizionato.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

