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L’Europa ha un’occasione per colmare il gap di redditività con le società Usa

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L’Europa ha un’occasione per colmare il gap di redditività con le società Usa

in questa fase carmignac predilige azioni growth a titoli value

 

La spinta derivante dal Recovery Plan potrebbe finalmente far decollare i conti di molte aziende del Vecchio Continente. Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac

 

La spinta economica relativa al Recovery potrebbe favorire i Paesi periferici. In modo particolare Italia e Spagna, i cui mercati azionari potrebbero prendere quota. Condividete quest’ipotesi?

Il Recovery Fund è stato progettato appositamente per supportare le economie più colpite dalla crisi COVID. I cosiddetti paesi periferici hanno subito l’impatto maggiore, con un generale peggioramento della loro già debole posizione fiscale.

In uno scenario di questo tipo, le considerevoli risorse da allocare saranno accolte favorevolmente come supporto all’economia nel breve termine, ma dovrebbero promuoverne anche la crescita futura.

E infatti l’impatto economico della crisi farà probabilmente sentire i propri effetti per alcuni anni, dato che le economie europee – soprattutto quelle nella parte meridionale Continente – sembrano particolarmente sensibili ai cambiamenti dirompenti.

A tal proposito è stata molto ben accolta l’intenzione di indirizzare i programmi del Recovery Fund verso il miglioramento delle infrastrutture e lo sviluppo di nuovi settori, o ancora di destinarli al miglioramento dell’efficienza energetica e della digitalizzazione.

Inoltre, l’allocazione dei finanziamenti è per alcuni aspetti legata alle riforme strutturali, che ne incrementeranno l’impatto sull’economia e sulle prospettive future. Quest’ultimo è un aspetto fondamentale, dato che il principale timore è di assistere a un rimbalzo relativo delle azioni europee in termini di utili e a una ripresa dei prezzi di breve durata, partendo da una base molto più bassa.

E la minore competitività e la sostenibilità restano due fattori in grado di cambiare le sorti del mercato nel lungo periodo: se non vengono prese altre decisioni in termini più strutturali, il divario di redditività tra le azioni europee e le controparti statunitensi è infatti destinato a persistere.

Inoltre è importante sottolineare che, oltre al supporto offerto dal Recovery Fund, i mercati azionari europei presentano altre caratteristiche interessanti.

Trattandosi di un’area particolarmente esposta alla reflazione e alla riapertura dell’economia globale, i mercati azionari europei mostrano un beta elevato rispetto a quelli globali e costituiscono un universo di investimento particolarmente ricco, in cui selezionare settori che dovrebbero riportare buone performance nei prossimi mesi, con il miglioramento della situazione epidemiologica.

E questo è particolarmente vero per i mercati azionari italiani e spagnoli. Le attività con l’estero generano infatti più del 65% degli utili delle aziende spagnole quotate, la spesa per viaggi e turismo registrata prima della pandemia rappresenta circa il 14% del PIL di entrambi i paesi e i settori finanziario e dell’energia sono molto ben rappresentati negli indici azionari spagnoli e italiani.

Kevin Thozet, Carmignac

Se il Recovery riuscirà a spingere i mercati periferici dell’Eurozona, credete che saranno le small cap o le large cap di questi listini a trarre i maggiori vantaggi?

Le società di minori dimensioni tendono a performare meglio durante le fasi di ripresa e i loro driver di performance sono di solito legati ai loro fondamentali piuttosto che a driver macroeconomici, come l’andamento dei tassi di interesse.

Anche l’attività di M&A potrebbe rivelarsi un fattore positivo per il segmento, soprattutto perché molte aziende hanno raccolto numerose risorse nell’ultimo anno e hanno quindi accumulato molta liquidità.

Tuttavia, dato il forte rimbalzo dei mercati azionari, e in particolare dei segmenti più ciclici in un contesto di posizionamento e valutazioni relativamente elevati, riteniamo che i portafogli debbano essere costruiti con attenzione e che sia opportuno cercare di mantenere l’esposizione alle attività sensibili al ciclo economico, bilanciando tali investimenti con asset che invece offrono maggiore visibilità e una gestione del rischio agile, e mantenendo un certo grado di liquidità da investire quando si presentano opportunità di ingresso più interessanti.

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