A colloquio con Johan Van Der Biest, Deputy Head of Thematic Global Equity di Candriam

 

Johan Van Der Biest
Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?

Prima di rispondere a questa domanda, credo sia importante cercare di capire perché il mercato azionario statunitense ha registrato una tale sovraperformance.

Sono diversi i fattori che spiegano questa sovraperformance strutturale:

• La cultura dell’innovazione è stata un importante motore di crescita dei ricavi a lungo termine e di elevata redditività (la crescita dei ricavi e i margini operativi sono significativamente più elevati per la media delle aziende statunitensi rispetto alla media delle aziende europee o giapponesi).
Le caratteristiche demografiche degli Stati Uniti sono migliori rispetto a quelle dell’Europa e del Giappone (l’indice di dipendenza degli anziani è più benigno negli Stati Uniti); ciò implica più consumi e più produzione.
• La composizione del mercato azionario statunitense è molto diversa da quella del resto del mondo, in quanto informatica e healthcare (non a caso settori in crescita altamente innovativi) rappresentano una percentuale maggiore della capitalizzazione totale del mercato rispetto al resto del mondo e questi due settori sono stati tra i più performanti negli ultimi due anni.
• Infine, la politica statunitense sembra più coerente di quella europea, dove i singoli Paesi hanno ancora un potere decisionale importante. Il che significa che l’Europa come entità non è stata governata nel modo ottimale.

Questi fattori non scompariranno presto. Il che implica che gli Stati Uniti potrebbero continuare a sovraperformare negli anni a venire. A breve termine, molto dipenderà dall’andamento dell’economia globale: se mai l’economia mondiale dovesse faticare a riprendersi e gli investitori diventassero più difensivi o si rivolgessero a titoli più orientati al valore, il mercato azionario statunitense probabilmente sottoperformerebbe temporaneamente in quella fase.

Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?

Per le ragioni sopra citate, non riteniamo che l’avvento dell’IA sia necessario per riportare il dominio del mercato azionario statunitense. L’intero fenomeno dell’IA è solo un perfetto esempio del primo punto della domanda precedente: l’IA è stata sviluppata principalmente negli Stati Uniti grazie al clima di innovazione esistente. In futuro, sarà una fonte di crescita e di leva operativa, confermando il dominio del mercato azionario statunitense.

Per quanto riguarda il potenziale aumento della produttività derivante dall’uso dell’IA, probabilmente non sarà limitato ai soli Stati Uniti. La Cina, il Giappone e l’Europa hanno capito che l’adozione dell’IA costituirà un vantaggio competitivo in futuro. Ed è per questo che anche queste regioni stanno investendo massicciamente in questo settore.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.