Intervista a Paolo Paschetta, Equity Partner, Country Head Italia di Pictet Asset Management

 

 

Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?
Paolo Paschetta

A partire da inizio anno e per tutta la prima metà del 2023, sui listini azionari si è assistito a performance positive e in crescita: la consistenza dei risultati aziendali del primo trimestre ha lasciato il posto all’effervescenza da Intelligenza Artificiale del secondo trimestre che, tramite la spinta di sette mega-cap tecnologiche USA, ha funto da catalizzatore.

Proprio l’IA è oggi percepita come la prossima frontiera dell’innovazione: i large language model potrebbero in effetti innescare un cambio radicale di passo in termini di produttività dell’economia e quindi di crescita e profitti.

Tuttavia, è importante essere selettivi: i tempi che viviamo sono infatti “nuovi” dal punto di vista (geo)politico, commerciale e di politiche monetarie.

In tale contesto, le società poco indebitate e con margini di profitto resilienti appaiono interessanti alla luce di una possibile crescita economica più flebile. Ci concentriamo su aziende di qualità, con flussi di cassa costanti, solidi fondamentali e valutazioni favorevoli, capaci di interpretare e cavalcare i driver più importanti di lungo periodo.

Rientrano tra questi temi come le biotecnologie, la transizione energetica verde, il digitale, la salute, l’autorealizzazione delle persone, la nutrizione, il consumo esperienziale, l’economia circolare, la robotica, la sicurezza, le città smart, i materiali da costruzione e la gestione delle risorse idriche.

Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?

A differenza di molte innovazioni tecnologiche nascenti, le possibilità di utilizzo dell’IA generativa sono reali e tangibili e toccano già aziende come quelle della comunicazione, dell’intrattenimento, della logistica, del turismo e dell’e-commerce.

Ma ricordiamoci che siamo solo all’inizio: proprio l’e-commerce copre al momento meno di un quinto dei 26.000 miliardi di dollari del mercato mondiale della vendita al dettaglio. Allo stesso modo, il cloud computing rappresenta solo il 10% della spesa totale per l’IT. Ancora, solo il 6% delle transazioni con carta di credito viene saldato tramite pagamenti digitali fintech. Nei prossimi cinque anni, si prevede un tasso di crescita annuo composto a due cifre per ognuno di questi ambiti.

In un clima di moderata euforia, è però importante mantenere salda la rotta. Anzitutto, IA e potenza di calcolo sono solo due delle forze tecnologiche dirompenti, che si affiancano ad altre tendenze disruptive come la dematerializzazione, la connettività e i nuovi materiali.

Ancora, oltre alla tecnologia, a guidare una grande fetta di nuovi investimenti saranno forze secolari come l’urbanizzazione, la demografia, la scarsità delle risorse, il cambiamento climatico e la deglobalizzazione, per le quali diventano fondamentali i concetti di ottimizzazione, risparmio e prevenzione.

Infine, oltre all’analisi di breve, gli investitori dovranno essere in grado di proiettarsi alle opportunità che un’innovazione come l’IA sarà in grado di creare in settori come l’energia, l’assistenza sanitaria, l’alimentazione, la medicina, l’edilizia e la sicurezza di persone e cose.

Saper individuare le realtà capaci di integrare innovazione (e non solo quelle in grado di produrla e assemblarla) significherà avere in portafoglio i protagonisti del mercato di domani.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.