Convinzioni di investimento: siate cauti, poiché la volatilità persiste e aumentate
l’attenzione sulla liquidità. L’analisi del team di Amundi.
L’attuale crisi geopolitica rischia di peggiorare prima che migliori e quindi rimaniamo cauti nella nostra asset allocation. Abbiamo una view leggermente cauta sulle azioni (con la presenza di coperture) e una posizione neutrale sul credito con una forte selezione tra i titoli. Il credito ha registrato un sell-off dall’inizio dell’anno tale da essere attraente in termini di valutazioni su una prospettiva di 12-18 mesi. I maggiori rischi a medio termine riguardano l’andamento dei tassi e la dinamica dell’inflazione, piuttosto che la qualità del credito, che a nostro avviso rimarrà sostanzialmente stabile.
Nell’ambito High Yield, i mercati hanno recentemente registrato significativi disinvestimenti da parte di investitori non specializzati sul segmento e si dovrebbe registrare una maggiore tolleranza al rischio di credito e una maggiore stabilità dei prezzi in futuro. Crediamo che gli investitori high yield specializzati creeranno flussi una volta raggiunta una certa stabilità del mercato, mentre il calendario di nuove emissioni/nuova offerta dovrebbe rimanere contenuto.
Questo potrebbe offrire alcune opportunità selettive in questo ambito
Nell’ambito Investment Grade, l’area del credito BBB è il punto più favorevole per la resilienza all’aumento dei tassi di riferimento ed il carry. I titoli Investment Grade di qualità inferiore hanno sofferto rispetto al credito di qualità superiore e offrono un livello accettabile di carry. Il debito subordinato Investment Grade ha registrato un deciso ribasso ed è in una situazione di ipervenduto a nostro avviso. Ancora una volta ci aspettiamo che le questioni geopolitiche diventino più difficili nel breve, e quindi saremo molto selettivi in questo ambito.
La liquidità si è deteriorata in tutte le principali asset class
In generale, i future e gli altri derivati sono stati più utilizzati degli strumenti sottostanti. L’assottigliamento della liquidità ha implicato inoltre che la profondità del mercato – la capacità di assorbire grandi ordini senza un impatto significativo sui prezzi – è peggiorata su tutta la linea. Gli spread bid/ask sono ora simili ai livelli osservati nel mezzo dello shock del Covid. Questa tendenza influisce non solo sull’azionario e sul credito, ma anche sui mercati dei tassi. Segnali di stress cominciano ad emergere nei mercati dei tassi statunitensi con il deterioramento di alcuni indicatori di profondità del mercato. L’indice Bloomberg US Government Securities Liquidity Index, che misura le deviazioni dei rendimenti da un modello fair-value, rimane vicino ai massimi annuali. Sebbene non ci siano ancora livelli significativi di stress nelle condizioni di trading, crediamo che sia importante aumentare l’attenzione sulla liquidità
Nel lungo periodo, bisognerebbe considerare anche alcune ulteriori ripercussioni sui mercati, come ad esempio:
Gli effetti delle sanzioni che congelano le transazioni in dollari ed euro. Possiamo aspettarci di vedere una maggiore diversificazione, potenzialmente a vantaggio del Renminbi e dell’oro.
Il tema dell’indipendenza energetica emergerà rafforzato dalla crisi, a beneficio della domanda di energia alternativa.
I prezzi del petrolio e del gas sono destinati a rimanere più alti nei prossimi mesi, contribuendo ulteriormente alle pressioni inflazionistiche.
Redazione
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