A colloquio con Andrea Mottarelli, Country Head Italia di DWS

L’Europa è tornata a essere uno dei best performer azionari a livello mondiale. In questo contesto ritenete opportuno dare più spazio alla Borsa italiana?

Dopo anni in cui la straordinaria performance del mercato azionario statunitense ha dominato le scelte degli investitori, l’Europa è tornata progressivamente sotto i riflettori. A partire dallo scorso anno, i mercati azionari europei si sono affermati tra i migliori a livello globale, alimentando un rinnovato interesse anche da parte degli investitori internazionali.
A nostro avviso, il ritorno dell’Europa non è soltanto ciclico, ma riflette una maggiore attenzione alla diversificazione di portafoglio. Per questo, abbiamo recentemente ridotto l’esposizione al mercato statunitense a favore dell’Europa.
Naturalmente, la scelta non può prescindere da un’analisi settoriale. Se tecnologia e innovazione continueranno verosimilmente a essere guidate da Stati Uniti e Asia, il Vecchio Continente offre opportunità interessanti in settori più tradizionali, come banche, assicurazioni, utilities e comparti industriali selezionati. È in questo scenario che anche il mercato azionario italiano torna a presentare elementi di interesse.
Dal punto di vista macroeconomico, l’Italia resta caratterizzata da una crescita moderata: le nostre stime indicano una crescita del PIL dello 0,6% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027. Tuttavia, il Paese ha progressivamente recuperato credibilità agli occhi degli investitori internazionali, anche grazie a una maggiore disciplina fiscale e finanziaria, fattore che ha contribuito a ridurre il premio per il rischio percepito.
A vostro giudizio, quali sono i fattori che potrebbero in prospettiva fornire una spinta al rialzo al listino italiano e quali invece i rischi da non sottovalutare?
Guardando alla composizione del listino, l’Italia presenta alcune caratteristiche distintive. L’indice delle grandi capitalizzazioni è fortemente esposto a banche e utilities, settori che negli ultimi anni hanno mostrato una buona capacità di generare utili. In particolare, il comparto bancario beneficia di bilanci più solidi rispetto al passato, grazie anche alla significativa riduzione dei crediti deteriorati, elemento che continua a sostenere la fiducia degli investitori.
Accanto alle large cap, il mercato italiano esprime però anche eccellenze meno visibili ma altrettanto rilevanti, soprattutto nel segmento delle small e mid cap, spesso caratterizzate da modelli di business competitivi e da una forte specializzazione industriale. Non a caso, come DWS abbiamo scelto di puntare su questo segmento già nel 2018 con il lancio del DWS Multi Asset PIR, che nella componente azionaria investe proprio nelle piccole e medie imprese italiane.
In un portafoglio azionario globale, oggi fortemente concentrato sui grandi nomi della tecnologia, l’Italia può dunque svolgere un ruolo di diversificazione, sia geografica sia settoriale.
Riteniamo però fondamentale mantenere un approccio globale. Il mercato italiano, infatti, rimane di dimensioni relativamente contenute: pesa meno dell’1% negli indici azionari globali e circa il 15% nell’area euro, elementi che suggeriscono cautela nell’attribuirgli un peso eccessivo in portafoglio.
Come per qualsiasi investimento azionario, anche nel caso dell’Italia la volatilità di breve periodo rappresenta un rischio da non sottovalutare. Un rischio che, secondo DWS, può essere efficacemente mitigato attraverso una corretta diversificazione ed un approccio di medio/lungo periodo agli investimenti.
Per questo motivo, la nostra indicazione è quella di privilegiare fondi ed ETF, evitando concentrazioni eccessive su singoli titoli o settori. Un approccio che consente di cogliere le opportunità offerte dal mercato italiano senza rinunciare a una visione complessiva e bilanciata del portafoglio.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

