A colloquio con Rolando Grandi, gestore azioni tematiche internazionali, La Financière de l’Echiquier


Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?
Vediamo un reale disaccoppiamento tra performance del mercato statunitense e resto del mondo benché sia più importante rendersi conto che è dovuto soprattutto alla crescita degli utili per azione.
Negli ultimi due decenni, l’ascesa di Internet e degli smartphone ha alimentato un periodo di crescita secolare per le società tecnologiche a livello globale, che hanno generato la maggior parte della crescita degli utili. Gli indici statunitensi, essendo sovrappesati in termini titoli tecnologici, ne hanno beneficiato maggiormente e hanno quindi sovraperformato il resto del mondo.
Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’Intelligenza artificiale dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’AI riporterà il dominio del mercato azionario Usa?
Mentre molti invocano una mean reversion della tendenza sopracitata, personalmente la definirei in senso opposto, e quindi mean repulsion. Supportato dalla crescita esponenziale dei dati, dalla rapida proliferazione del cloud computing, dalla crescita esponenziale del numero di reti neurali e dal numero illimitato di applicazioni dell’Intelligenza Artificiale create, lo sviluppo recente dell’AI sta offrendo opportunità immense alle aziende che abbracciano questa rivoluzione.
L’Intelligenza Artificiale è una piattaforma universale che dovrebbe essere adottata praticamente da tutte le aziende del pianeta. Riteniamo che la domanda più urgente che ogni consiglio di amministrazione o amministratore delegato di un’azienda dovrebbe porsi sia “come posso sfruttare l’Intelligenza Artificiale per migliorare la mia attività?”.
Quest’anno è stato all’insegna dell’AI, anche se a beneficiarne sono state le grandi aziende che hanno spinto il mercato, data la sua ponderazione in termini di market cap. Riteniamo tuttavia che con il costante proliferare dell’AI nella nostra economia, sempre di più anche le aziende più piccole beneficeranno della sua ascesa.
Nel complesso, ritengo che il dominio degli Stati Uniti in termini di sviluppo dell’AI sia di buon auspicio per le future performance del mercato. Sebbene l’attuale leadership sia concentrata sulle aziende più grandi, che sono, per la maggior parte, il risultato della rivoluzione di Internet e smartphone, nel prossimo decennio dovremmo assistere all’ascesa della nuova generazione di aziende che fanno disruption, come NVIDIA o TESLA.
Queste ultime si stanno già facendo strada. Mi aspetto che altre, più piccole, continuino a crescere e diventino le aziende leader del mondo. Tutto ciò lascia presagire una solida performance dei mercati statunitensi in futuro.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

