L’incertezza su scenari che spaziano dalla stagnazione alla stagflazione ci spinge alla neutralità sui bond IG. Mauro Valle, head of fixed income di Generali AM

Gestire in questo periodo le strategie di investimento è arduo a causa della natura politica e ideologica delle decisioni di Trump che differiscono dall’approccio tipico degli investitori.

I timori del mercato di una recessione globale sono elevati e ben fondati, poiché il commercio globale è destinato a diminuire significativamente.

Il panorama degli investimenti dipenderà dall’inflazione, dato che la crescita degli Stati Uniti è stagnante o potenzialmente negativa

Se Consumer price index (CPI) dovesse aumentare leggermente, consentendo alla FED di tagliare i tassi, o se superasse il 4% (portando alla stagflazione), gli scenari sarebbero diversi.

Nel primo caso, i tassi statunitensi potrebbero scendere sotto il 4%, mentre nel secondo potrebbero rimanere nel range del 4,0-4,5% al massimo.

Lo scenario dell’Eurozona dei bond appare un po’ più facile da interpretare

I dazi potrebbero avere un impatto negativo moderato sulla crescita dell’UE, ma questo sarà compensato dalla spesa fiscale tedesca verso la fine del 2025 e nel 2026.

Si prevede che l’inflazione nell’Eurozona continui a diminuire nei prossimi mesi, consentendo alla BCE di tagliare i tassi nelle prossime riunioni, potenzialmente portando i tassi ufficiali sotto il 2% se necessario.

Pertanto, possiamo mantenere una posizione moderatamente sovrappesata nei Bund e monitorare il livello del 2,5% per decidere se ridurre o meno.

Gli spread italiani e francesi rispetto alla Germania sono stati abbastanza stabili di recente e riteniamo che i rischi che potrebbero interrompere l’intervallo di negoziazione siano bassi nel breve termine. Gli spread di credito si sono ampliati, ma spread più ampi sono compensati da tassi più bassi, quindi al momento non c’è un dolore significativo per i crediti.

Crediamo che gli investitori probabilmente acquisteranno meno nuove obbligazioni ma non venderanno le loro posizioni di portafoglio esistenti.

Il vero rischio per l’IG europeo è una recessione genuina (non solo tecnica), quindi per ora possiamo continuare a mantenere una posizione neutrale.


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Redazione

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