Materie prime e oro interessanti con ripresa inflazione

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Intervista a Stefano Castoldi – Head of Multi-Asset Income Strategies di Amundi SGR

Amundi

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?
Stefano Castoldi

Il recente rialzo dell’inflazione è legato alla ripresa economica globale che, guidata da Stati Uniti e Cina, si sta consolidando.

Per questo motivo, all’interno di un portafoglio ben diversificato, le azioni sono da preferire alle obbligazioni perché il deciso miglioramento degli utili aziendali compensa la tendenza al rialzo dei tassi di interesse che sempre accompagna questa fase del ciclo economico penalizzando invece l’investimento obbligazionario.

In questo contesto di ripresa della crescita economica e dell’inflazione sono interessanti, per motivi diversi, anche le materie prime e l’oro. Le materie prime beneficiano in maniera diretta della ripresa economica mentre l’oro, pur essendo penalizzato da tassi di interesse reali in rialzo, è uno strumento di protezione nel caso in cui le pressioni inflazionistiche diventassero eccessive.

Nel mondo obbligazionario, sono da privilegiare il debito a breve scadenza e quello indicizzato all’inflazione. Rimangono relativamente interessanti i titoli corporate ed i governativi dei paesi periferici, perché sempre supportati dall’attività delle Banche Centrali. Non dimentichiamo però che i loro differenziali di rendimento rispetto ai titoli privi di rischio sono in questo momento molto compressi per cui le possibilità di apprezzamento sono decisamente limitate.

Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati?

Nella maggior parte dei paesi sviluppati l’inflazione salirà nel 2021, avvicinandosi o superando temporaneamente gli obiettivi delle Banche Centrali.

Il rialzo è guidato da diversi fattori, in gran parte legati alla ripresa ciclica: aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi di trasporto, ritardi nella catena delle forniture. La fase di aumento dell’inflazione non è ancora terminata, anche a causa di un effetto base. Ma il ritmo di accelerazione dovrebbe successivamente rallentare.

Il ritorno dell’inflazione è soprattutto evidente negli Stati Uniti, dove l’economia è in forte accelerazione per il poderoso stimolo fiscale. E per le riaperture rese possibili dalla campagna vaccinale. Supererà il livello del 2%, che è l’obiettivo di lungo termine della Federal Reserve. Ma a causa di un mercato del lavoro ancora fiacco dovrebbe poi assestarsi su livelli in linea con l’obiettivo. In ogni caso, la dinamica dell’inflazione rimarrà tra le principali variabili da monitorare in corso d’anno.

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