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Materie prime e Tips per far fronte all’aumento dei prezzi

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Materie prime e Tips per far fronte all’aumento dei prezzi

credito la francaise AM sul segmento high yield

 

L’incertezza domina tutte le previsioni sull’inflazione. A supporto del rialzo alcuni cambiamenti nell’healthcare e la spinta delle energie rinnovabili. Ma la demografia gioca contro. François Rimeu, senior strategist, La Française

 

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?

La risposta dipende da quanto si pensa che l’inflazione salirà in futuro. Se si prevede che l’inflazione vada completamente fuori controllo, toccando il 10% come negli anni Settanta, la risposta sarà del tutto diversa che non prevedendo un superamento moderato dei target, al 3-4%.

Poiché la prima eventualità non sembra molto probabile, ci concentreremo sulla seconda. In questo caso, la risposta è semplice: privilegiamo le azioni, tutto il complesso delle materie prime (agricoltura, materiali, metalli di base, energia…), gli immobili e ovviamente i TIPS (Treasury Inflation-Protected Security).

 

Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati?

 

Al momento, non crediamo che la pressione inflazionistica permarrà nel medio termine. Ci aspettiamo un’inflazione sopra il target quest’anno, soprattutto negli Stati Uniti con un 3,5%-4% di inflazione headline durante il II trimestre, anche se l’inflazione headline deriverà principalmente dall’effetto base e per questo lentamente scomparirà.

In Europa le pressioni sui prezzi restano contenute

La situazione è assai diversa nell’Eurozona, dove non c’è praticamente quasi nessuna pressione inflazionistica (in conseguenza del significativo output gap, l’alta disoccupazione e la minore spesa fiscale…) anche se nel 2021 avremo anche un significativo effetto base (ci aspettiamo un’inflazione headline superiore al 2% nell’Eurozona nel IV trimestre dell’anno). Detto questo, dobbiamo ammettere che una volta che l’economia sarà completamente riaperta, i dati sull’inflazione saranno circondati da un alone di incertezza.

Quanto costerà un biglietto aereo?  Andare al ristorante? Passare la notte in un hotel? Ad oggi nessuno lo sa e l’incertezza non si ferma qui. Alcuni politici stanno parlando della “ri-localizzazione” di alcune industrie (ad esempio healthcare), che potrebbe portare ad un aumento dell’inflazione, per non parlare della necessità di decarbonizzare la nostra economia nei prossimi anni. Come già menzionato sopra, la situazione è incerta e potrebbe rimanere tale per tutto il 2021.

Tuttavia, dobbiamo anche ricordare che nel lungo termine il driver principale dell’inflazione è la demografia, e questo indicatore punta ancora verso un’inflazione più bassa.

 

 

 

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