Intervista a Diego Toffoli, Responsabile Investimenti di Intermonte Advisory & Gestione

Quali opportunità individuate nel mercato azionario italiano nell’attuale scenario?
Il mercato azionario italiano è tra i più performanti da inizio d’anno. Tra i settori che si sono distinti in positivo svettano i bancari e i “beni di consumo”. Negli ultimi mesi dello scorso anno e a inizio 2023, il mercato aveva scommesso su uno scenario macro con tassi in rialzo, causato da un’inflazione fuori controllo e dall’azione delle banche centrali impegnate a sedarla.

Questo tipo di scenario ha favorito gli investimenti nei settori cosiddetti “value”, con valutazioni più a buon mercato. E hanno potuto trarre vantaggio dai tassi in salita, uno tra tutti il settore bancario.
Oggi il tasso di interesse in Usa ma anche in Europa è arrivato vicino al picco, la crisi di liquidità delle banche regionali statunitensi ha mostrato alle banche centrali che un’azione troppo veloce sui tassi può creare problemi più gravi dell’inflazione e portare a una riduzione del credito all’economia reale, innescando una recessione.
Lo scenario che probabilmente avremo in Usa nella seconda parte dell’anno lo vedremo in Europa e in Italia più avanti, con il solito lag temporale di almeno sei mesi: inflazione in rallentamento, tassi di interesse che si stabilizzano per poi tornare a scendere e preferenza per i titoli e settori più legati alla crescita come i tecnologici oppure favoriti da tassi in calo come le utilities.
In questi giorni in Italia è iniziata la stagione dei risultati e sarà importante analizzare i numeri ma soprattutto capire quale sarà l’outlook per il resto dell’anno. Ci sono tutte le premesse perché i risultati di questo primo trimestre siano ancora buoni, sostenuti ad esempio dal rialzo dei prezzi e dalla riapertura della Cina.
Il peso dei titoli bancari è molto elevato all’interno dell’indice FTSE MIB. Dopo anni di sofferenza, gli utili delle banche italiane hanno archiviato il 2022 con una crescita record. Si tratta di un buon auspicio per la potenziale performance dell’indice nel medio termine?
Anche il settore bancario resta interessante. La crisi di liquidità delle banche regionali Usa sembra sotto controllo. E comunque è un problema che non riguarda l’Europa e l’Italia, dove le banche sono sottoposte a maggiori controlli da parte dell’organo di vigilanza e i “ratio” patrimoniali sono solidi.
I numeri del primo trimestre saranno ancora buoni, sostenuti dal Net Interest Income. Le valutazioni sono ancora a buon mercato. Tutti questi elementi sono certamente di buon auspicio per la performance dell’indice italiano da qui a fine anno. Anche se è possibile una fase di stallo o di debolezza nel corso dei prossimi mesi.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

