Gli Stati Uniti guardano con attenzione ai tassi decisi dalla Fed, ai rischi geopolitici eai  risultati delle presidenziali. Christophe Nagy, gestore del fondo Comgest Growth America di Comgest

Nel terzo trimestre, l’inflazione ha continuato a decelerare e ad agosto la crescita delle spese per i consumi personali (PCE) è nuovamente scesa al 2,2%. Ciò ha indotto la Fed a tagliare i tassi d’interesse dello 0,5% a settembre, riducendo il tasso dei Fed Fund al 4,75%-5% e attuando una svolta della politica monetaria, che ha apportato un certo sollievo dopo una fase di stretta prolungata volta a contenere l’inflazione. I mercati hanno reagito positivamente: nel terzo trimestre, l’indice S&P 500 è salito del 5,8% in USD (1,6% in EUR), sostenuto da settori come servizi di pubblica utilità e immobiliare destinati a beneficiare di costi di indebitamento inferiori. Resta tuttavia l’interrogativo circa la capacità della Fed di predisporre un “atterraggio morbido”, ossia di riuscire a ridurre l’inflazione senza alimentare una recessione.

Alcune aree dell’economia evidenziano segnali di raffreddamento, seppure rispetto a livelli solidi: la disoccupazione è salita al 4,2%, ma gli ultimi dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione mostrano una flessione dei licenziamenti. Il sentiment dei consumatori rimane contrastante, poiché le famiglie a più basso reddito sono ancora alle prese con i costi elevati di beni di prima necessità come casa e alimentari, che incidono sulla spesa voluttuaria, mente le fasce a reddito più alto hanno mantenuto livelli di consumo più robusti. Negli Stati Uniti il tasso di risparmio personale è leggermente sceso al 4,8%, pur restando nel range storico, mentre le insolvenze sui prestiti al consumo hanno iniziato a stabilizzarsi.

Il comparto manifatturiero si conferma un punto debole, come attestato dall’ultimo indice dei responsabili degli acquisti (PMI), indicante una perdurante contrazione di nuovi ordinativi e produzione. La ricostituzione delle scorte rappresenta comunque un fattore favorevole e gli stimoli di recente annunciati in Cina potrebbero anch’essi favorire le esportazioni statunitensi.

Nel complesso, le prospettive economiche permangono positive in questa fase. In ogni caso, continuiamo a puntare sull’individuazione di società resilienti e flessibili, in grado di esprimere buone performance in qualsiasi contesto.

Oracle ha registrato forti risultati trimestrali e un incremento del fatturato del 7% grazie alla crescita del 21% segnata dai servizi cloud, diventati la sua maggiore attività. Oracle ha inoltre annunciato un nuovo accordo multi-cloud con AWS; il gruppo vanta ora collaborazioni strategiche con tutti i principali colossi cloud (AWS, Microsoft e Google) che dovrebbero a loro volta giovare ai suoi segmenti software e database. Sono inoltre emerse le capacità di Oracle sul fronte IA, che ne rafforzano ulteriormente la capacità di investire e innovare con rapidità. Oracle ha comunicato obiettivi ambiziosi per il 2029, che prevedono il raddoppio del fatturato nei prossimi cinque anni e una crescita dell’EPS del 20% annuo.

Cintas, leader nordamericano nei servizi di noleggio di divise, ha riportato un fatturato in rialzo del 7% su base annua. L’esternalizzazione continua a sostenere i noleggi di divise, mentre le attività di cross-selling nell’ambito dei servizi di primo soccorso e sicurezza e protezione antincendio hanno accelerato la crescita aziendale complessiva. Gli effetti di scala sono chiari e si rispecchiano nell’incremento dei margini di tutte le divisioni.

Alphabet, colosso delle ricerche, ha nel complesso continuato a registrare un forte andamento con una crescita del 15% nell’area delle ricerche e un buon utilizzo della sua nuova funzione AI Overview, nonché una riaccelerazione dell’area cloud al 31%.

L’interrogativo chiave riguarda il ritmo futuro di tagli dei tassi. La geopolitica è un rischio di coda da tenere presente alla luce delle attuali tensioni in Medio Oriente, dato il suo potenziale impatto inflazionistico sui prezzi dell’energia. A parte ciò, i dati sull’occupazione saranno fondamentali ai fini delle decisioni della Fed in materia di tagli dei tassi.

Quanto alle elezioni statunitensi, entrambi i candidati propenderanno verosimilmente per programmi di spesa generosi, nonostante posizioni diverse in tema di imposte sulle società e protezionismo. In questa fase, l’esito più probabile pare uno stallo politico, in quanto quasi certamente nessun partito riuscirà a conquistare la Presidenza, il Senato e la Camera dei Rappresentanti. Ne consegue una riduzione dei rischi in termini di eccessiva espansione fiscale o della politica monetaria.

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Redazione

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