Focus su rischi e opportunità di mercato per il secondo semestre, in un contesto in cui il ritorno dell’inflazione è fortemente dibattuto. Didier Saint-Georges, membro del Comitato strategico di investimento di Carmignac

ECONOMIA

Stati Uniti

Didier Saint Georges, membro del comitato strategico di investimento Carmignac, sulle decisioni della Bce
Didier Saint Georges, membro del comitato strategico di investimento Carmignac

La Federal Reserve è in ultima istanza ancora dipendente dai dati: le sue politiche sono infatti determinate dalla qualità dei dati economici, come lo erano in precedenza. La Fed non può quindi restare per sempre indifferente ai cambiamenti della produzione e dell‘inflazione.

Poiché i Democratici detengono una maggioranza sottilissima al Congresso, lo sbalorditivo piano di investimenti infrastrutturali promosso da Joe Biden ha in realtà pochissime possibilità di essere approvato nella sua forma attuale.

L’economia statunitense potrebbe quindi ricevere una spinta meno potente del previsto dalla politica monetaria e dalla generosità fiscale. Probabilmente non si tratta di una criticità imminente, perché man mano che i consumatori statunitensi attingeranno ai propri risparmi, la loro spesa sarà di per sé un potente motore di crescita nel breve termine. Ma è sempre più probabile che le aspettative di crescita nel medio termine siano riviste al ribasso.

Europa

L’Europa non è tanto avanti nel ciclo economico quanto gli Stati Uniti e dovrebbe quindi godere di un contesto favorevole ancora per un po’. L’eccesso di risparmio accumulato durante la pandemia dovrebbe trasformare l’attuale fiducia dei consumatori in spesa effettiva.

Qui, ci sono due principali trend d’incertezza da monitorare: 1) lo stato della pandemia, dato che nuove varianti di Covid potrebbero ostacolare la ripresa del turismo nell’Europa meridionale; e 2) il risultato delle elezioni generali in Germania a settembre, dato che il candidato della CDU Armin Laschet, un uomo con un forte orientamento conservatore, potrebbe dover trovare un accordo con la leader dei Verdi Annabella Baerbock, molto più progressista.

Cina

La crescita della produzione cinese sta già decelerando. Dall’inizio dell’anno, il governo si è concentrato più sulla stabilità finanziaria del paese che sul mantenimento dello slancio economico. I nuovi ordini mostrano un rallentamento, e le esportazioni cinesi verso il mondo occidentale sono diminuite rispetto alle cifre estremamente alte registrate l’anno scorso.

Ciononostante, il rallentamento cinese dovrebbe essere abbastanza contenuto, proprio perché il governo e la banca centrale hanno spazio per allentare le proprie politiche se necessario. D’altra parte, il paese non sarà un motore della crescita economica globale.

FOCUS SULL’INFLAZIONE USA

L’inflazione è tipicamente un fenomeno di fine ciclo. Sicuramente l’inflazione headline degli Stati Uniti raggiungerà presto il picco, quando i prezzi delle materie prime diminuiranno, diminuirà l’importanza degli effetti base, le scorte saranno ricostituite e l’offerta si adeguerà alla domanda. Ma è probabile che l’indice PCE di base rimanga alto più a lungo, a causa dell’aumento dei prezzi delle case (che necessariamente farà salire gli affitti), e questi sono a loro volta alimentati dall’aumento dei salari e dalla minore disoccupazione.

Anche quando l’economia statunitense rallenterà nel 2022, l’output gap continuerà a ridursi, e contribuirà quindi alle pressioni inflazionistiche tipiche delle fasi finali del ciclo. Tenere sotto controllo queste pressioni senza accentuare il rallentamento economico sarà una sfida difficile per la Fed.

MERCATI FINANZIARI

Presto raggiungeremo la fase in cui i mercati finanziari potrebbero diventare più volatili, poiché si profila un punto flessione del ciclo economico.

Ci aspettiamo che l’universo del reddito fisso sia spinto, da un lato, dal rallentamento deflazionistico e, dall’altro, dall’inflazione core costante. Il che significa che la duration del portafoglio dovrà essere gestita attivamente.

Nell’azionario, con il probabile indebolimento delle aspettative di crescita e il persistere dell’inflazione, ci sarà solo un rialzo limitato nei settori ciclici, come quello bancario.

Il tema della “crescita difensiva”, che attualmente coinvolge principalmente titoli tecnologici e farmaceutici di alta qualità, è quindi pronto a recuperare la precedente sovraperformance, dopo aver sottoperformato nella fase più recente, com’era prevedibile.

Questa crescita difensiva – cioè una crescita a prezzi ragionevoli – avrà luogo per lo più negli Stati Uniti e in Cina. Ma le opportunità si trovano anche in Europa, dove alcuni settori di beni di consumo come il lusso offrono una crescita degli utili prevedibile.

 


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Redazione

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