A colloquio con Benoit Anne, Managing Director – Investment Solutions Group, MFS Investment Management

I Treasury sono affondati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo verso l’alto i rendimenti, cosa alquanto strana poiché nei casi di crescente pericolo percepito dagli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in asset rifugio. Come interpretare il calo delle quotazioni?

In questo periodo ci troviamo ad affrontare un contesto di mercato insolito, un sentiment che definiamo “paura della Fed”. Predomina l’avversione al rischio, ma i rendimenti obbligazionari salgono comunque, soprattutto a causa del timore di un ulteriore intervento restrittivo della banca centrale.
Questo è il contesto che ha caratterizzato la maggior parte del 2022 e di nuovo dalla scorsa estate. I timori per le decisioni della Fed sono dannosi sia per la performance del reddito fisso sia per quella degli asset rischiosi, come le azioni. Una volta superata la fase di preoccupazione per le decisioni della Fed, che riteniamo imminente dal momento che la banca centrale sta per terminare il suo ciclo di inasprimento, si ripristinerà la tradizionale relazione tra obbligazioni e shock da avversione al rischio.
In prospettiva, le attese per il reddito fisso sono molto più solide in quanto prevediamo una stabilizzazione dei tassi di mercato, una normalizzazione della volatilità dei tassi e, soprattutto, un passo indietro delle banche centrali.
Ritenete che quello attuale rappresenti un buon punto di ingresso per chi voglia aumentare la quota di portafoglio destinata a quest’asset o che sia meglio focalizzarsi su titoli di stato Usa a scadenza più breve?
Riteniamo che i rendimenti obbligazionari siano molto interessanti in questo momento. Infatti sono negoziati a livelli che non si vedevano da almeno un decennio. A nostro avviso, si tratta di un’opportunità unica per aumentare la quota allocata al reddito fisso. Per quanto riguarda il posizionamento sulla curva, dipende molto dall’orizzonte temporale dell’investitore.
Nel breve termine, con la curva degli US Treasury ancora invertita, è possibile registrare rendimenti più elevati nella parte a breve. Ma riteniamo anche che la curva degli UST continuerà a diventare più ripida in futuro. E, di conseguenza, torneranno a esserci valutazioni interessanti sul lungo periodo.
Con il passare del tempo, è quindi probabile che la parte lunga della curva produca rendimenti più elevati. È interessante notare che il processo di irripidimento della curva è avvenuto in seguito a un trend ribassista. In altre parole, ha rispecchiato il movimento al rialzo dei rendimenti obbligazionari a lungo termine. Si tratta di un fenomeno piuttosto insolito.
In passato, la curva degli UST è tornata a impennarsi grazie al calo dei rendimenti a breve termine. La differenza, questa volta, è che le prospettive macro statunitensi sono migliorate in modo significativo, mentre la maggior parte degli operatori di mercato era impegnata a valutare il rischio di una recessione. Sia che si tratti di titoli a breve termine per gli investitori opportunistici, sia che si tratti di titoli a lungo termine per gli investitori strategici, i mercati obbligazionari offrono oggi un valore molto interessante.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

