Micro-cap Usa: dopo i tre tagli della Fed, i fattori trainanti per il 2026 potrebbero essere le valutazioni relativamente basse, gli utili e il miglioramento delle infrastrutture. Francis Gannon, Co-Chief Investment Officer di Royce Investment Partners, Franklin Templeton

Nel trimestre ricco di eventi che ha chiuso il 2025, il Russell 2000 delle small-cap e il Russell Microcap Index hanno entrambi registrato performance positive, mentre l’indice delle micro-cap ha sovraperformato tutti i principali indici statunitensi, consolidando la leadership di mercato iniziata dai minimi di aprile.

Nel 4° trimestre 2025, il Russell 2000 è salito del 2,2%, mentre il Russell Microcap ha registrato un incremento del 6,3%, registrando il dodicesimo maggiore divario trimestrale tra gli indici small‑cap e micro‑cap dall’introduzione del Russell Microcap nel 2000. Per confronto, il Russell 1000 delle large-cap è cresciuto del 2,4% e il Russell Top 50, composto dalle mega‑cap, ha guadagnato il 3,0%, mostrando — dopo molto tempo — i primi segnali di una possibile perdita di leadership.

Per l’anno solare, il Russell Microcap ha guidato la performance, mentre le small-cap hanno sottoperformato rispetto ai titoli large e mega-cap, in gran parte a causa di un primo trimestre 2025 particolarmente debole per il Russell 2000. Considerando l’intero 2025, il Russell Microcap è salito del 23,0%, il Russell 2000 ha guadagnato il 12,8%, il Russell 1000 è aumentato del 17,4% e il Russell Top 50 ha registrato un incremento del 19,9%.

La differenza di performance annuale tra gli indici small‑cap e micro‑cap è stata la terza più ampia dalla creazione del Russell Microcap nel 2000.

Contesto internazionale

I risultati delle azioni non statunitensi nel 4° trimestre 2025 sono stati simili a quelli dei loro omologhi USA, anche se hanno favorito le large-cap rispetto alle small-cap. L’MSCI ACWI ex-USA Small Cap Index è salito del 3,0% nel 4Q25, mentre il corrispettivo large-cap, l’MSCI ACWI ex-USA Large Cap Index, è avanzato del 5,5%.

Tra i fattori che hanno favorito le large-cap figurano tassi di interesse più elevati al di fuori degli Stati Uniti, una diffusa incertezza macroeconomica, la percezione che le società internazionali di dimensioni maggiori offrano una maggiore stabilità degli utili e un rally dei mercati emergenti che nel 2025 ha favorito in modo sproporzionato i titoli large-cap.

Il quadro settoriale delle small‑cap: un trimestre solido per il segmento

Sei degli undici settori del Russell 2000 hanno chiuso il 4° trimestre 2025 in territorio positivo. Il contributo più significativo è arrivato dalla sanità, trainata in modo particolare dai comparti biotecnologico e farmaceutico. Tra i principali contributori si sono distinti anche il settore finanziario e quello dei materiali di base, mentre i settori che hanno pesato maggiormente sulla performance complessiva sono stati information technology, beni di consumo discrezionali e industriali.

Per quanto riguarda l’intero 2025, industriali, sanità e finanziari hanno guidato i nove settori che hanno chiuso l’anno in positivo, mentre gli unici due in negativo sono stati beni di consumo di prima necessità ed energia. dall’intelligenza artificiale. La brillante performance del settore biotech contribuisce inoltre a spiegare la solidità dello stile small‑cap growth osservata nel 2025.

Una prospettiva solida per small‑cap

Guardando alle prospettive delle small‑cap nel nuovo anno, individuiamo diversi fattori in grado di sostenere sia rendimenti solidi sia una possibile leadership di mercato. In primo luogo, uno degli elementi più interessanti del One Big Beautiful Bill Act of 2025 è la possibilità per le aziende di beneficiare del 100% di ammortamento su ricerca e spese in conto capitale (capex)—una misura che lascia presagire un robusto ciclo di investimenti nel 2026. Storicamente, questi cicli hanno spesso favorito le small‑cap, anche se riteniamo che il mercato non ne abbia ancora pienamente colto il potenziale. Ci aspettiamo che ciò cambi nel corso dell’anno.

Inoltre, osserviamo un cambiamento nel trade legato all’intelligenza artificiale, che finora ha avvantaggiato principalmente le aziende di dimensioni maggiori.

Utili + valutazioni = leadership sostenuta per le small‑cap?

Riteniamo che l’argomentazione più convincente a favore di una leadership delle small‑cap nel 2026 derivi da una combinazione relativamente rara e promettente di fattori: valutazioni relativamente basse delle small‑cap rispetto alle large‑cap e previsioni di utili in crescita per le società di minori dimensioni. È importante sottolineare che, nonostante l’ottima annata delle small‑cap, le valutazioni del Russell 2000 alla fine del 2025 erano ancora molto vicine ai loro livelli più bassi degli ultimi 25 anni rispetto al Russell 1000.

I tre tagli dei tassi della Fed nella seconda metà del 2025 hanno già fornito un impulso, e ulteriori catalizzatori — tra cui un possibile alleggerimento dei dazi, il reshoring e il continuo miglioramento delle infrastrutture — potrebbero contribuire a spingere le small‑cap verso un ruolo di leadership duraturo. A ciò si aggiunge la già menzionata possibilità di un solido ciclo di capex e i benefici per quelle small‑cap che stanno fornendo i cosiddetti “picks & shovels” dell’AI, ossia componenti, infrastrutture e servizi fondamentali per sostenere l’espansione dell’intelligenza artificiale.

 

 

 

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.