Intervista a Roberto Rossignoli, Portfolio Manager Moneyfarm

 
Cosa vi aspettate dalla Borsa Italiana nel 2022? Quali settori privilegiate in questa fase e quale tipologia di titoli potrebbe performare meglio nel medio termine?
Roberto Rossignoli

Mentre il 2021 si prospettava un anno pieno di interrogativi e con variabili il cui esito si è rivelato cruciale, ci attendiamo un 2022 di consolidamento in cui le aspettative di crescita, seppur buone, vedono una normalizzazione rispetto a un biennio fuori dal comune.

Le variabili macroeconomiche globali chiave su cui focalizzare l’attenzione sono tre.

La prima è l’esito della pandemia e se e quando potremo dichiarare sconfitto il Covid-19. Le nuove varianti come l’Omicron continuano a preoccupare gli investitori, ma la maggior parte dei Paesi Sviluppati ha dimostrato di poter in qualche modo gestire il trade-off tra crescita economica e contenimento dei contagi.

La seconda variabile da considerare è l’inflazione. I colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento globali, il rincaro dei prezzi delle materie prime, nonché la domanda galoppante a seguito di un 2020 depresso hanno portato a un aumento dei prezzi oltre le aspettative.

Per il 2022 i mercati si aspettano un principio di normalizzazione dell’inflazione e livelli più in linea con i target di lungo termine delle Banche Centrali.

La terza variabile è rappresentata dalla politica monetaria delle principali Banche Centrali internazionali, che verrà sicuramente influenzata dai driver sopra descritti. Le aspettative dei mercati sono per una riduzione dell’acquisto di titoli e due o tre rialzi dei tassi da parte della Fed. Mentre in Europa il rialzo dei tassi dovrebbe avvenire solo nel 2023.

In questo contesto macroeconomico, da un punto di vista tattico, riteniamo che l’Eurozona in generale abbia qualche margine in più di redditività rispetto agli Stati Uniti. In particolare, riguardo all’Italia, ci aspettiamo che Piazza Affari cresca tra il 5 e il 10%, in linea con la performance attesa per l’azionariato europeo e spinta soprattutto dal settore delle Telecomunicazioni nel breve-medio termine.

L’inflazione italiana continua a salire (anche se a ritmi inferiori rispetto a quella europea). La crescita dei prezzi al consumo può aiutare a gestire meglio l’enorme debito pubblico ma potrebbe danneggiare alcune attività economiche quotate. Qual è la vostra view a tal proposito?

Un 2022 caratterizzato da forte inflazione non solo potrebbe minare la gradualità del percorso di politica monetaria, ma potrebbe deteriorare il potere di acquisto delle famiglie, portando le aziende a farsi carico dell’aumento dei prezzi diminuendo la marginalità aziendale.

Nonostante gli effetti inflattivi della crisi energetica europea, che probabilmente continueranno a manifestarsi nel primo semestre del 2022, il nostro caso base rimane quello di una graduale riduzione del tasso di inflazione. Abbiamo infatti già visto un miglioramento sul fronte dell’approvvigionamento globale e riteniamo che alcuni strascichi dei lockdown del 2020 possano venire smorzati.

Inoltre, la Banca Centrale Europea ha dichiarato di non avere intenzione di alzare i tassi di interesse nel 2022, segno che il rischio di inflazione duratura in Europa rimane particolarmente basso. Di conseguenza, i possibili  effetti sulle attività quotate italiane sembrano essere limitati.

Da un punto di vista tattico riteniamo che, in assenza di catalizzatori negativi, l’azionario potrà ancora pagare un premio al rischio positivo. Mentre l’obbligazionario governativo continuerà a rendere meno delle sue alternative più rischiose a duration più contenuta.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.