La ricchezza a livello mondiale torna a crescere del +4,2% controbilanciando il calo del 2022. I risultati del Global Wealth Report 2024 a cura di Ubs

Conclusioni generali del report di quest’anno

Il mondo è diventato progressivamente più benestante in tutte le fasce di ricchezza

L’anno scorso, la ricchezza globale si è ripresa dal crollo del 2022. Il patrimonio privato è in costante crescita in tutto il mondo, anche se a velocità diverse, con pochissime eccezioni. Questo recupero è stato guidato dall’Europa, dal Medio Oriente e dall’Africa.

È più probabile salire che scendere sulla scala della ricchezza

La nostra analisi del patrimonio delle famiglie negli ultimi 30 anni mostra che un numero non indifferente di persone nei Paesi analizzati cambia fascia patrimoniale nel corso della vita. Indipendentemente dal livello di ricchezza e dall’orizzonte temporale, è perennemente più probabile salire in alto sulla scala patrimoniale che scendere giù.

È in corso un grande trasferimento di patrimoni orizzontale

La nostra analisi mostra che una somma complessiva di oltre 83 000 miliardi di dollari verrà lasciata in eredità nel corso dei prossimi 20-25 anni. Poco più del 10% sarà trasferito orizzontalmente tra coniugi, in gran parte nel continente americano.

Il numero di milionari appare destinato a crescere Secondo le nostre stime, entro il 2028 il numero di adulti con un patrimonio superiore a un milione di dollari aumenterà in 52 dei 56 Paesi da noi analizzati (si consulti l’elenco completo nel Global Wealth Report 2024).

Punti chiave sull’Italia

Crescita patrimoniale debole, ma debiti moderati e solide prospettive future. Nel 2023 la crescita mondiale della ricchezza ha recuperato terreno dopo il calo subito nel 2022, con un’espansione del 4,2% in dollari statunitensi, a seguito del calo del 3% nell’anno precedente. Questa ripresa è stata guidata dall’Europa, dal Media Oriente e dall’Africa.

In Italia, tuttavia, il patrimonio medio per adulto nel 2023 è calato, soprattutto se misurato in moneta locale, accusando una perdita vicina al 4%. Dalla crisi finanziaria del 2008 in poi, invece, vi è stata una modesta crescita del 10% circa, sempre in valuta locale, mentre la ricchezza mediana per adulto è calata del 3%.

Questa divergenza suggerisce che dal 2008 in poi le fasce patrimoniali più basse hanno subito un calo della propria ricchezza, contrariamente alla crescita verificatasi nelle fasce più alte. I valori finanziari rappresentano poco più del 45% del patrimonio lordo complessivo, un valore al pari della Germania e al di sotto della media dell’Europa occidentale del 54% circa.

I debiti ne rappresentano soltanto l’8%, il valore più basso dell’Europa occidentale, meno della metà della media continentale e poco più di un terzo del valore in Svizzera. La diseguaglianza economia, misurata per mezzo del coefficiente di Gini, in Italia è aumentata di quasi il 15% dal 2008 in poi, ma resta al di sotto della media europea e si situa al pari della Francia e della Spagna. Entro il 2028 ci aspettiamo che il numero di adulti con un patrimonio al di sopra del milione di dollari cresca approssimativamente del 9%, pari ad un aumento di circa 123.000 individui rispetto al 2023.

 


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Redazione

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