Intervista a Antonio De Negri, Founder e CEO di Cirdan Capital

A dispetto delle tensioni politiche interne al Paese e degli effetti nefasti imputabili alla diffusione del Covid-19, il sentiment rialzista sui titoli tecnologici Usa continua a essere spumeggiante. Cosa vi aspettate per il 2021?
Il vaccino contro il COVID-19 sta portando fiducia nell’economia reale americana. Infatti, negli USA, nella settimana del 16 gennaio il numero di richieste di sussidi di disoccupazione è sceso di 26,000, da 926,000 a 900,000.

Quindi, stimiamo che il vaccino stia decisamente riportando l’economia reale americana sulla strada pre-pandemica. Ma certamente il risultato richiede alcuni mesi. Contiamo che due terzi della popolazione americana sarà vaccinata entro la fine di giugno 2021.
E ciò è soprattutto sostenuto dal numero sostanziale di case farmaceutiche che offrono il vaccino sul mercato.
Per quanto riguarda la performance positiva dei titoli tecnologici accade in un contesto in cui la totalità del mercato azionario ha registrato il picco più alto di sempre (“all-time high”).
Secondo la nostra analisi, questo è dovuto a una variazione di comportamento da parte del mercato che durante la pandemia ha portato la liquidità in asset più sicuri. Come ad esempio il mercato obbligazionario, per poi, una volta annunciata la scoperta del vaccino, disinvestire da quegli asset maggiormente stabili ma pur sempre con bassi ritorni, a quello azionario, ovvero in asset con maggior rischio. Ma soprattutto con maggior rendimento.
Quindi, la performance positiva non riguarda solo i cosiddetti titoli tecnologici, bensì il mercato azionario in generale. Nella fattispecie, seppur crediamo che le azioni value abbiano ancora spazio per crescere, negli ultimi due mesi hanno performato meglio delle azioni growth (associate ai titoli tecnologici).
Infatti, ciò è dimostrato dalla comparazione tra l’indice Russel 1000 Growth e l’indice Russel 1000 Value, dove l’indice value nell’arco temporale considerato ha performato circa due volte la performance dell’indice growth.
La capitalizzazione dei titoli tecnologici Usa ha superato quella dell’intero mercato azionario europeo. La capitalizzazione della sola Apple vale quanto il Pil italiano. E’ tutto oro quel che luccica?
Le più grandi società per capitalizzazione dell’indice americano S&P 500 sono: Apple (2.2 trilioni), Microsoft (1.70 trilioni), Amazon (1.64 trilioni), Alphabet (Google) (2.60 trilioni).
Certamente lo sviluppo tecnologico sta portando le abitudini dei consumatori verso i prodotti e servizi tech. Senz’altro è giusto considerare che i maggiori titoli tecnologici americani siano delle aziende estremamente innovative, che offrono dei prodotti unici e che pubblicano bilanci straordinari.
In realtà, sosteniamo che gli attuali livelli di mercato non rispecchino i valori a bilancio delle aziende. E pertanto crediamo ci sia una distorsione dell’attuale valore delle stesse aziende portando i titoli ad avere una capitalizzazione in Borsa maggiore di quella che in realtà dovrebbero avere.
Quindi, anche se le società appena menzionate risultano essere sopravvalutate, è difficile prevedere il comportamento di mercato quando si parla dei principali players del mondo tech. Stimiamo che solo un evento catalizzatore possa portare sfiducia da parte del mercato in titoli azionari così importanti.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

