Bond Em: la perfomance migliora nel secondo trimestre

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Messico

Intervista a Teresa Gioffreda, Client Relationship Manager di UBS AM

Credete che l’attuale rendimento cedolare offerto dalle obbligazioni emergenti sia in grado di compensare i rischi che un investitore si accolla con la sottoscrizione di strumenti dedicati a questi bond?
Teresa Gioffreda

Ci aspettiamo una performance migliore nei prossimi mesi per le obbligazioni emergenti rispetto al primo trimestre.  Se guardiamo al rischio di tasso di interesse, il nostro scenario base per i prossimi mesi è che i rendimenti dei titoli di stato statunitensi si stabilizzino intorno ai livelli attuali (1,75% per la scadenza 10 anni e 2,5% per 30 anni).

Riteniamo perciò che il secondo trimestre possa essere caratterizzato da una transizione da rendimenti più alti ad una crescita più elevata. Quando gli effetti positivi di una maggiore crescita globale, commercio e materie prime, si rifletteranno nei fondamentali dei Paesi emergenti, potremo vedere anche un restringimento degli spread.

A circa 350 pb per l’indice EMBIGD, gli spread sovrani sono prossimi alla media degli ultimi 10 anni (pari a 344 pb). E riteniamo che possano restringersi di 25-50 pb nei prossimi mesi, a condizione che i rendimenti dei Treasury USA si stabilizzino.

Per i mercati emergenti in valuta locale, molto dipenderà dalla capacità, inizialmente dell’Europa e successivamente dei Paesi emergenti più grandi, di raggiungere gli Stati Uniti nel ciclo di crescita. Diversi fattori sono favorevoli: una pausa nella salita dei rendimenti statunitensi potrebbe portare a un’inversione della forza del dollaro, in genere positiva per le valute locali dei Paesi emergenti.

Inoltre, l’inizio di un ciclo di rialzo dei tassi in mercati importanti (Brasile, Russia, Turchia) e la fine del ciclo di allentamento in molti atri Paesi fa sì che i rendimenti locali fungano da sostegno per le valute. Infine sono positivi anche la salita dei prezzi delle materie prime e i dati economici globali che alimentano la forte domanda di esportazioni dai mercati emergenti.

In questa fase di mercato, quali em bond (per Paesi, affidabilità creditizia, valuta) ritenete opportuno sovrapesare nei vostri portafogli e quali sottopesare?

Attualmente, nei nostri portafogli obbligazionari EM denominati in dollari, preferiamo Paesi con fondamentali stabili o in miglioramento, che offrono rendimenti interessanti e spazio per un ulteriore restringimento degli spread.

Tra questi troviamo paesi come il Messico, il Sudafrica e il Brasile. Al contrario, siamo generalmente sottopesati su paesi con rendimenti molto bassi e un rischio di tasso di interesse significativo come la Polonia.

Inoltre, siamo sottopesati su Paesi con fondamentali in peggioramento e che probabilmente saranno ulteriormente penalizzati dalla pandemia. Per quel che riguarda le valute locali, preferiamo il peso messicano, che dovrebbe beneficiare dei legami economici con gli Stati Uniti, e le valute di Paesi esportatori di materie prime (peso colombiano e peso cileno).

Al contrario, sottopesiamo valute come lo Zloty polacco e la Corona ceca poiché un nuovo aumento dei contagi potrebbe pesare sulla crescita e i tassi di interesse rimangono bassi rispetto ai livelli storici.

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Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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