Con un rendimento in euro intorno al 3%, l’high yield globale attirerà gli investitori in cerca di una buona redditività e di una volatilità del capitale più contenuta. Commento a cura di Martin Reeves, Head of Global High Yield di LGIM
Oggi la duration, o, per meglio dire, la paura dell’inflazione, è il primo pensiero per la maggior parte di coloro che investono in obbligazioni. Tuttavia, in un momento in cui la volatilità dei tassi d’interesse potrebbe allontanare molti dai prodotti fixed income di qualità più elevata, le obbligazioni ad alto rendimento dovrebbero continuare a rappresentare una valida e alternativa.

Le paure circa la crescente inflazione nascono principalmente da preoccupazioni sulla crescita e la piena occupazione, sebbene questo scenario favorisca i ricavi lordi delle imprese, riducendo le aspettative di default e portando anche ad avanzamenti nel rating creditizio.
Per questo, riteniamo che il 2022 sarà l’anno delle cosiddette “rising star”. Con una duration media attorno ai quattro anni e prevedendo un forte focus sull’income nel comparto obbligazionario nell’arco di tutto l’anno, qualora si verificasse un miglioramento dei fondamentali del credito questo porterebbe il segmento high yield a registrare performance migliori rispetto a quelle di altre asset class più sensibili alle variazioni dei tassi.
Dando uno sguardo alle principali potenze economiche mondiali, le attuali condizioni del settore del credito dovrebbero favorire l’Europa, con gli Stati Uniti che registrano effettivamente la crescita più elevata, ma anche la politica monetaria più aggressiva.
Invece, la BCE sembra essere ad oggi la banca centrale con la politica che più favorisce gli investimenti in titoli high yield. Sul fronte delle economie emergenti, Brasile e Cina presentano delle problematiche a livello di fondamentali; nel primo caso, per via dell’incombente tornata elettorale, mentre nel secondo, per via della crisi dell’immobiliare.
Infatti, è probabile che l’intero comparto dell’obbligazionario asiatico sia stato svenduto, poiché ci si aspetta che la Banca Popolare Cinese farà tutto il possibile affinché il mercato del credito torni a crescere e il ramo immobiliare torni a operare correttamente. Infine, come sempre la Russia è un mistero. Ma con la contrazione degli spread societari lo scenario di rischio sembra generalmente tendente al ribasso a causa delle preoccupazioni a livello geopolitico.
Grazie a un rendimento in euro che si attesta attorno al 3%, l’high yield globale potrebbe continuare ad attrarre quegli investitori in cerca di una buona redditività e anche di una volatilità del capitale più contenuta; e considerando che i rendimenti dei bund a 10 anni sono ancora attorno allo 0%, non ci sono molte altre fonti di income stabili e liquide.
In conclusione, si può affermare che l’inflazione gioca a favore del segmento high yield e col tempo gli investitori di tutto il mondo saranno in grado di riconoscere le imprese migliori per trarre beneficio da un periodo di forte crescita e di basso stress sul credito.
Redazione
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