Josh Lohmeier, Franklin Templeton Fixed Income, ritiene che il credito investment-grade offra attualmente rendimenti considerevoli, con un rischio relativamente minore rispetto ad altri settori del reddito fisso

 

10Ora che gli Stati Uniti sono nelle ultime fasi del loro ciclo economico e di rialzo dei tassi, ragionando in un’ottica di portafoglio complessivo riteniamo che il credito societario investment-grade (IG) sia ben posizionato per consentire agli investitori di giocare sia in attacco sia in difesa.

Data la bassissima probabilità di insolvenza degli emittenti IG, questo settore del reddito fisso di qualità superiore può svolgere un ruolo più difensivo nel portafoglio complessivo di un investitore, offrendo al contempo un reddito elevato.

Attualmente i rendimenti sono superiori a quelli offerti dall’asset class in oltre un decennio. E più alti del 2% circa rispetto al rendimento medio che gli investitori riescono a ottenere dal 2010. Per “investment grade” si intende un’obbligazione societaria con un merito di credito pari o superiore a Baa3/BBB-, ovvero con un rischio di insolvenza inferiore rispetto alle obbligazioni non-investment grade.

Per certi versi, il credito societario investment-grade può assolvere anche al ruolo di tattica aggressiva all’interno dei portafogli di investimento. Attualmente i rendimenti delle obbligazioni investment-grade statunitensi battono gli utili dell’indice S&P 500, come raramente è accaduto negli ultimi dieci anni.

L’asset class potrebbe inoltre beneficiare di alcuni fattori positivi. Fra i quali un’ulteriore stretta degli spread creditizi, supportato dai solidi fondamentali societari, e più avanti un taglio ai tassi di interesse se la Federal Reserve deciderà di allentare la politica monetaria per renderla più accomodante.

Di conseguenza gli investitori potrebbero perseguire una strategia più aggressiva nella gestione del portafoglio totale, pur preservando il ruolo fondamentale delle obbligazioni di alta qualità che consiste nel fornire diversificazione e mitigazione del rischio rispetto ad attività con una volatilità storica più elevata.

Pur ritenendo ancora interessante il rendimento totale conseguibile dagli investitori (un aspetto tecnico positivo che dovrebbe contribuire a stimolare ulteriormente la domanda per l’asset class), siamo generalmente propensi a incrementare la qualità del credito e ad adottare un approccio selettivo, preferendo gli emittenti di settori difensivi e meno ciclici che sono favoriti in termini di capacità di tenuta di fronte alle avversità macroeconomiche.

Siamo convinti che il nostro approccio d’investimento possa fornire valore ai clienti nell’attuale contesto di mercato. La costruzione del portafoglio è un elemento chiave al fine di aiutare i clienti a controllare strutturalmente il rischio, ottimizzare il reddito e mitigare i ribassi.

Nel quadro delle attuali condizioni di mercato, restiamo convinti che la gestione attiva offra valore e che la ricerca fondamentale e bottom-up sul credito sia il modo più efficace per evitare eventi creditizi negativi e ottenere una sovraperformance.


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Redazione

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