Opportunità nell’equity guardando oltre tech e IA. Gli investitori nel settore tecnologico dovrebbero analizzare attentamente le metodologie di calcolo dei profitti aziendali. Bert Flossbach, co-fondatore di Flossbach von Storch

 

mercati

Molte imprese, infatti, escludono dai propri bilanci un costo significativo e ricorrente: i compensi azionari (SBC), che possono anche superare il 10% del fatturato. La prassi di presentare un “utile aggiustato” omettendo questa spesa può dare un’impressione distorta della redditività, arrivando in casi estremi a trasformare una perdita effettiva in un profitto dichiarato.

Anche se il boom dell’intelligenza artificiale non è destinato a finire, gli investitori che puntano su questo settore devono essere preparati a un’alta volatilità dei prezzi. Il mercato mostra segnali di surriscaldamento, Anche se l’IA è in forte espansione, un’azienda che ne trae vantaggio non è necessariamente un buon investimento.

Le grandi aziende tecnologiche sono costrette a sovrainvestire per non correre il rischio di essere tagliate fuori.

Può essere più saggio diversificare gli investimenti su più segmenti della catena del valore digitale, anziché puntare su un’unica tecnologia. Per esempio:

Opportunità nella catena del valore digitale

Utility digitali: 

le grandi aziende tech, come Microsoft, Amazon, Meta, Alphabet e Apple, possono essere considerate “utility digitali”. Godono di flussi di reddito stabili in quanto parte integrante della vita quotidiana di quasi ogni persona e azienda, consolidandosi come infrastrutture essenziali. 

Specialisti:

 aziende che dominano una nicchia di mercato significativa, operano con grande redditività e godono di un forte vantaggio competitivo che le protegge dai rivali. Tra queste piattaforme di prenotazione come Booking.com, Airbnb e Uber; servizi di streaming come Netflix e Spotify; fornitori di cybersicurezza come Palo Alto Networks e Fortinet; aziende di software aziendali come SAP e Salesforce e di consulenze IT come Accenture e Infosys; reti di pagamento come Visa e Mastercard.

Fornitori di infrastrutture:

aziende che, pur non essendo nativamente digitali, svolgono un ruolo fondamentale nella catena del valore dell’AI. Si tratta principalmente di fornitori di hardware essenziale per l’infrastruttura AI, come chip, data center e sistemi di alimentazione. In questo gruppo rientrano sia aziende industriali come Schneider Electric, Legrand e Amphenol, sia i fornitori per i produttori di chip, come ASML e Applied Materials.

Opportunità nei beni di consumo e nell’healthcare

Mentre i titoli tecnologici ricevono molta attenzione, le aziende dei settori dei beni di consumo e della sanità (noti come titoli difensivi) sono stati trascurati. La loro crescita di fatturato è rallentata a causa dell’inflazione, e i loro prezzi azionari sono scesi significativamente rispetto ai massimi storici. Nonostante ciò, i loro profitti sono leggermente aumentati, rendendoli molto più convenienti in termini di rapporto prezzo-utili. La nostra analisi su un paniere di 11 grandi aziende in questi settori dimostra che le loro valutazioni sono oggi più attraenti rispetto all’ultimo decennio.

Nel 2021, il paniere ha raggiunto il picco di valore grazie a un mercato ideale. La crescita dei profitti, trainata dal settore sanitario e dall’aumento dei prezzi al consumo, ha reso queste società molto attraenti per gli investitori. I tassi di interesse bassi hanno inoltre gonfiato le loro valutazioni, portando il rapporto prezzo/utili a 33, quasi il doppio di quello attuale. Oggi, il paniere di queste azioni offre un rendimento da dividendo medio del 3%, che sale al 4% per i beni di consumo. Questa situazione non è solo redditizia, ma mitiga anche i rischi legati alle oscillazioni di prezzo.


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Redazione

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