Sebbene il recente calo del prezzo dell’oro sia stato di entità notevole, esso può essere in gran parte ricondotto all’andamento dei tassi e al rafforzamento del dollaro. J. Safra Sarasin

oro

Pertanto, riteniamo che il recente ribasso non sia affatto eccessivo. Se contestualizzato rispetto ai cicli passati, è ancora troppo presto per dire che l’attuale ciclo rialzista dell’oro sia finito. Quindi, è utile dare un’occhiata all’ultimo ciclo rialzista, che è durato all’incirca dal 2002 al 2012.

Rappresentando l’andamento del prezzo dell’oro su una scala logaritmica, è possibile osservare che l’oro è cresciuto a un ritmo più o meno costante (con la traiettoria dei prezzi logaritmici che ha seguito in gran parte un andamento lineare) durante questo periodo decennale, pur subendo diversi cali significativi superiori al 10%. Da questo punto di vista, il recente calo non rappresenta necessariamente un punto di svolta.

In linea di principio, riteniamo che le nostre ragioni fondamentali a sostegno di un rialzo dei prezzi dell’oro rimangano valide, sebbene nel breve termine i prezzi siano destinati a essere volatili

Riteniamo inoltre che la correlazione tra azioni e oro rimarrà positiva nel breve periodo, il che implica che l’oro risulterà meno efficace come copertura contro le flessioni nel mercato azionario. I mercati hanno già scontato una prospettiva di politica monetaria significativamente più restrittiva nei prossimi trimestri.

Tuttavia, prevediamo che tali aspettative si attenueranno una volta che i mercati inizieranno a concentrarsi sulle ripercussioni economiche. Un ridimensionamento delle aspettative sui tassi dovrebbe creare un contesto più favorevole per l’oro. Inoltre, riteniamo che l’incertezza relativa alla situazione politica negli Stati Uniti sia destinata ad aumentare con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. Da un punto di vista strutturale, la diversificazione rispetto alle riserve in dollari statunitensi dovrebbe rimanere un tema che merita continua attenzione. A questo proposito, un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, in base al quale l’Iran potrebbe aprire lo Stretto di Hormuz, sarebbe probabilmente rialzista per l’oro, rappresentando al contempo una nuova sfida per lo status globale del dollaro USA.

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.