Le ragioni della forte correzione del metallo giallo analizzate da Matteo Ramenghi, chief investment officer, UBS Italia

La guerra in Iran ha anche avuto un effetto sorprendente sull’oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio: il metallo giallo ha perso oltre il 15% dall’inizio del conflitto, mentre solo a marzo circa 62 tonnellate sono state vendute tramite ETF. Il Medio Oriente, con Dubai come hub, rappresenta infatti quasi 270 tonnellate di domanda, pari al 10% del consumo globale.
La Banca Centrale della Turchia avrebbe venduto circa 50 tonnellate in poche settimane, anche se parte di questi volumi sembra riferirsi a contratti derivati. La performance dell’oro durante i conflitti militari è storicamente variabile. Spesso si rivela meno efficace come copertura diretta contro i conflitti in Medio Oriente, che alimentano l’inflazione per effetto del petrolio e influenzano le aspettative sui tassi della Federal Reserve. Inoltre, il prezzo dell’oro è inversamente correlato al valore del dollaro, che si è apprezzato in questa fase.
La sua natura di asset infruttifero lo rende assimilabile a un’obbligazione a lunghissimo termine, sensibile ai tassi d’interesse statunitensi. Correzioni simili si sono verificate nel 2013, 2008 e 2020-22, sempre in concomitanza con attese di un cambio di regime della Fed o liquidazioni forzate da parte di investitori speculativi. L’oro resta comunque utile come protezione a medio termine contro gli effetti secondari, quali svalutazioni valutarie o debiti pubblici elevati.
Con il rallentamento della crescita e una politica monetaria meno restrittiva, i tradizionali fattori di sostegno dell’oro — calo dei tassi reali e aumento dei debiti pubblici — dovrebbero tornare a prevalere, rendendo l’oro una copertura efficace, anche se con un certo ritardo. La recente debolezza appare quindi temporanea e non rappresenta un cambiamento strutturale.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

