Ottimismo ragionato. Le politiche di bilancio espansive e una crescita nominale in aumento sono due elementi che caratterizzano uno scenario positivo per le azioni. La lettera trimestrale agli investitori a cura di Eduard Carmignac

“Il filosofo Karl Popper scriveva che “l’ottimismo è un dovere morale”. Il suo pensiero incoraggia ciascuno ad aprirsi al futuro e ci rammenta che è nostra responsabilità comune coltivare questa apertura attraverso le nostre azioni. Anziché predire il male, dovremmo lottare per un mondo migliore”. Le parole con cui parole Eduard Carmignac, presidente della società omonima, ha aperto la sua trimestrale lettera agli investitori dello scorso 14 gennaio riassumono lo spirito che ha permeato la conferenza annuale dell’asset management francese tenutasi lo scorso 22 gennaio.
Crescita e politica fiscale
Nel 2026 il quadro macro presenta un contesto economico in cui la crescita è sostenuta dalle politiche di stimolo fiscale. Gli Stati Uniti passeranno da un’economia a forma di K a una ripresa a V: la crescita sarà sostenuta dagli investimenti in Ai, da una Fed accomodante e dall’attivismo fiscale di Donald Trump in vista delle elezioni di metà mandato. Ovviamente, bisognerà attendere il verdetto della Corte Suprema sulla legalità dell’uso da parte del presidente americano dei poteri di emergenza per introdurre i dazi. Nel caso di responso negativo, il danno per le casse federali sarebbe ingente (oltre 100 miliardi di dollari).
Il nuovo piano quinquennale della Cina darà priorità all’autosufficienza tecnologica e all’introduzione dell’intelligenza artificiale industriale. Tuttavia, non sembrerebbe includere misure decisive per affrontare la recessione nel settore immobiliare o l’aumento della disoccupazione giovanile. In un contesto più protezionistico, Pechino dovrà ampliare il proprio deficit fiscale per mantenere una crescita superiore al 4%.
In Europa, invece, si dovrebbe materializzare una ripresa ciclica grazie al piano infrastrutturale tedesco, al Next Generation Eu in Italia e al ciclo virtuoso della Spagna. Da un punto di vista geopolitico le tensioni continuano, con Trump che agita lo spauracchio di applicare ulteriori dazi a Cina ed Europa, nel caso non decidessero i suoi dictat.
Bolla o non bolla?
L’intelligenza artificiale è vista come un campo di battaglia strategico che plasma l’economia globale. In merito al dibattito se ci si trovi o meno dinnanzi a una bolla, l’asset manager ritiene che, in questa fase, ci siano profonde diversità rispetto ai grandi episodi di speculazione del passato. Tuttavia, non bisogna dimenticare che le aziende che guidano la diffusione delle nuove tecnologie attraverso dinamiche di bolla non saranno necessariamente le principali beneficiarie. I prossimi vincitori nel campo dell’Ai saranno coloro che la industrializzeranno, non solo coloro che la inventeranno. E da questo punto di vista il ruolo di alcuni mercati emergenti è fondamentale: la Cina e la Corea sono leader nell’innovazione; l’India e l’America Latina eccellono nell’implementazione rapida e su larga scala che stimola la produttività. L’Asia controlla le basi industriali dell’intelligenza artificiale: il 100% della capacità produttiva di semiconduttori più avanzata si trova a Taiwan e in Corea del Sud. Ovviamente, ci sono delle preoccupazioni sugli effetti della sempre maggiore diffusione dell’Ai avrà sul mercato del lavoro, sui conti pubblici, sull’inflazione e sull’utilizzo di alcune risorse naturali. Tutto ciò fa sì che, sempre secondo l’asset manager, sia importante capire la tecnologia e le tendenze future, gestire attivamente i propri investimenti e diversificare in aree come quelle dei mercati emergenti.
Scenario positivo per le azioni
Carmignac, ribadendo l’ottimismo nei confronti di questa classe di attivo, suggerisce di continuare a investire nei temi strutturali di crescita (It, Em, società minerarie e titoli ciclici europei) e in comparti che sono stati giudicati perdenti a causa dello sviluppo dell’Ai (software), insieme ai settori dei consumi e dell’healthcare.
In uno quadro di deterioramento dei conti pubblici, con deficit in crescita, l’asset manager consiglia di avere poca duration nei portafogli obbligazionari. Ed è per questa ragione che occorre adottare strategie flessibili capaci di affrontare la situazione attuale del mercato: le attuali valutazioni dei governativi riflettono lo stimolo fiscale in Giappone e in Eurozona, ma negli Usa i tassi oscillano ancora su bassi livelli nonostante la forza dell’economia e dell’inflazione. Per quanto riguarda il mercato del credito, le attese sono che potrebbe essere fortemente impattato dal tema dell’intelligenza artificiale; per tale ragione è necessario non solo analizzare la solvibilità degli emittenti, ma anche gli eventuali finanziamenti fuori bilancio. La cedola rimane l’elemento determinante per l’investimento nei titoli di credito, ma bisognerà essere molto selettivi, cogliere le opportunità che si materializzano per uno sbilanciamento tra domanda e offerta o da un rischio idiosincratico.
In uno scenario geopolitico in continua evoluzione, le materie prime, dall’oro ai metalli utilizzati nell’industriali, sono le grandi vincitrici nelle fasi di tensione. Per quanto riguarda invece le valute, Carmignac si attende ancora una debolezza per il dollaro, esprimendo una preferenza per le divise internazionali, soprattutto nei paesi le cui economie beneficiano di fattori di desincronizzazione. In questo senso, lo yen assume un valore rifugio, mentre l’aumento dei prezzi delle materie prime dovrebbe favorire le valute dei paesi produttori (Australia, Brasile, Messico, Cile, Colombia e complessivamente tutte le altre divise Em)
I rischi da monitorare
Se l’ottimismo è un dovere morale, ciò non significa ignorare delle potenziali fonti di rischi. A tale proposito, Eduard Carmignac, durante la conferenza ha ricordato alcuni fattori cui prestare attenzione: le elezioni di medio periodo negli Usa e la possibilità che Trump diventi un’”anatra azzoppata”; il rischio che il Treasury decennale salga al 5% generando instabilità sui mercati azionari; la possibile discesa del prezzo del petrolio (vedi situazione in Iran e Venezuela) che potrebbe essere fonte di destabilizzazione per un paese come la Russia. Dall’altro lato, sarà indispensabile monitorare il ruolo dell’Asia del Nord nel settore dei semiconduttori e i cambiamenti in corso in America Latina che potrebbero migliorare la governance dei paesi e attirare investimenti.
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

