Bruno Rovelli, managing director e chief investment strategist di BlackRock Italia, ha presentato l’outlook per il 2025
UNO SCENARIO IN TRASFORMAZIONE

Negli ultimi quattro anni si è entrati in uno scenario economico unico, diverso dai cicli economici precedenti, dove interagiscono delle significative mega-forze che influenzano le tendenze sottostanti, generando incertezza. Ciò fa sì che il trend futuro di crescita potrebbe essere più precario, così come le dinamiche legate all’inflazione potrebbero essere di più complessa lettura e le macro policy meno efficaci nel loro intento di fornire stabilità al contesto generale.
L’incertezza sui trend futuri si riflette in parte nelle reazioni dei mercati finanziari che si interrogano su quali saranno i livelli cui inflazione e crescita si stabilizzeranno. Questo, in estrema sintesi, è il preambolo con cui Bruno Rovelli, managing director e chief investment strategist di BlackRock Italia, ha presentato alla stampa l’outlook per il 2025.
UNO SCNEARIO PRO-RISCHIO
Secondo Rovelli, le mega forze richiedono che vengano fatti investimenti per finanziare il mondo a venire, ruolo che vedrà un importante coinvolgimento dei mercati privati. Sarà anche necessario ripensare l’approccio agli investimenti vista l’unicità della fase che si sta attraversando e la maggiore incertezza dovrà lasciare più spazio alla visione tattica. In un regime di maggiore volatilità macro e di mercato, cinque grandi forze (divergenza demografica, disruption digitale e Ai, frammentazione geopolitica, futuro della finanza e la transizione verso basse emissioni di carbonio) stanno guidando le ondate di trasformazione dell’economia reale, creando vincitori e vinti a livello nazionale, settoriale e aziendale.
Tutto ciò si traduce in un’asset allocation tattica risk-on, in cui l’esposizione all’azionario vede un sovrappeso in Usa e in Giappone, mentre nell’obbligazionario la preferenza va al comparto del credito, in particolare in Europa.
Per quanto riguarda il segmento governativo, l’elevato spread verso i titoli di stato americani ed europei porta a privilegiare i Gilt britannici, cui fa da contrappeso una posizione di sottopeso in Treasury a lunga scadenza.
L’ECCEZIONALISMO DEGLI USA NON È UNA NOVITÀ
Lo strategist ha rimarcato che quello che oggi viene definito come l’eccezionalismo americano non è un fenomeno nuovo: la sovraperformance degli Stati Uniti rispetto al resto del mondo è iniziata nel 2011. Ed è stata sostenuta dagli utili aziendali in un contesto economico più forte e da alcuni settori, come l’healthcare e la tecnologia. Per tale ragione, l’asset manager continua a privilegiare l’equity americano: l’espansione e l’adozione dell’intelligenza artificiale creerà opportunità in tutti i settori.
Le valutazioni delle big tech sono supportate dalla redditività delle aziende e quelle degli altri comparti sono meno elevate; in termini di free cash flow rispetto alla capitalizzazione di mercato non sono stati ancora raggiunti livelli preoccupanti. L’Europa tratta a un forte sconto (massimi storici) rispetto alla borsa Us, ma manca un catalizzatore, sia macro, sia micro, che possa colmare il gap che si è creato.
In questo momento, ha commentato Rovelli, non si intravede alcun fattore che possa svolgere questo ruolo, se non le elezioni tedesche, ma il cui impatto è prematuro prevedere.
Il sottopeso Europa è però caratterizzato da scelte settoriali in settori quali il finanziario e l’industriale. Infine, il sovrappeso Giappone è giustificato dalla possibilità che il Pil reale giapponese torni a crescere e che di conseguenza, lo scenario diventi più positivo anche per le aziende locali. Queste ultime, ha ricordato l’esperto, hanno mostrato segnali tangibili di cambiamento nella gestione del proprio business, sia in termini di maggiore focalizzazione sul ritorno del capitale investito, sulla redditività e sulla remunerazione degli azionisti.
SCARSA DIREZIONALITÀ NEI BOND
L’incertezza dello scenario generale fa supporre l’asset manager che non vi sia molta direzionalità tra i titoli governativi, mentre la riduzione degli spread del credito risulta giustificata dalle dinamiche sottostanti: i governi si sono indebitati, mentre le imprese hanno ridotto la leva finanziaria.
OPPORTUNITÀ OFFERTA DAGLI ASSET PRIVATI
La spesa legata all’intelligenza artificiale ha portato a un boom di investimenti che ha visto, insieme a quella governativa, un forte contributo della componente privata. Dal 2023 al 2029 il finanziamento degli investimenti attraverso capitale privato è previsto raddoppiare e la maggiore crescita è attesa nel segmento delle infrastrutture.
Infatti, non solo i multipli di quest’ultimo sono saliti molto meno rispetto a quelli del reale estate e del private equity negli ultimi vent’anni. Ma è un comparto che ricoprirà un ruolo significativo nei prossimi 15.
ASSET ALLOCATION STRATEGICA
Rovelli vede opportunità nell’equity delle infrastrutture grazie alle interessanti valutazioni relative e alle mega-forze. Il credito privato guadagnerà quote di mercato e presenta rendimenti interessanti.
Nel reddito fisso viene preferito l’investment grade a breve e medio termine, che offre rendimenti simili con un rischio di tasso inferiore rispetto al credito a lunga scadenza. Piacciono anche i titoli di stato a breve termine negli Stati Uniti e nell’area dell’euro e i gilt del Regno Unito in generale. Sono privilegiati i mercati emergenti rispetto a quelli sviluppati, ma entrambi in modo selettivo.
I mercati emergenti che si trovano all’incrocio di grandi forze, come l‘India e l’Arabia Saudita, offrono opportunità. Tra i mercati sviluppati, è considerato interessante il Giappone, dove il ritorno dell’inflazione e le riforme societarie rendono più rosee le prospettive.
SORPRESE NEGATIVE
Lo scenario favorevole ai risk asset potrebbe, per Rovelli, essere compromesso nel momento in cui i multipli cui tratta l’S&P non fossero più sostenuti dalla politica della Fed. La nuova amministrazione americana, nel momento in cui entrerà in carica, apporterà una serie di cambiamenti alla politica fiscale e commerciale, di cui però non si conosce ancora l’intensità.
In altre parole, non è ancora chiaro quale sarà l’impatto dell’introduzione di tariffe più elevate, restrizioni, deregolamentazione e taglio delle tasse sul tessuto economico del Paese.
È indubbio che sarà necessario monitorare da vicino l’evoluzione della situazione, per capire quali saranno le eventuali ricadute sulle decisioni che prenderà la Federale Reserve. E, di conseguenza, sul term premium del mercato obbligazionario (ed è questa una delle ragioni cautela sulla duration dei Treasury Us).
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

