Petrolio, il maggiore contango degli ultimi decenni

La situazione di contango è più pronunciata rispetto a quella della crisi del 2008. I margini per ulteriori inventari possono saturarsi in pochi mesi

Per i prossimi anni, i future sul barile di petrolio indicano che la quotazione dovrebbe muoversi all’interno del range 40-50 usd. Il mercato è costituito da acquirenti e venditori di greggio di ogni parte del pianeta), prevede che l’attuale situazione -senza precedenti- di eccesso di offerta, subirà una correzione in futuro. In altri termini, i futures inglobano uno scenario in cui il mondo si lascerà alle spalle sia il coronavirus e la crisi che ne è conseguita, sia la guerra del greggio tra Arabia Saudita e Russia.

Il range ottimale per i produttori di greggio

Quando questo scenario si materializzerà, il prezzo del barile dovrebbe tornare tra i 40 e i 50 usd al barile, che è il range necessario alla maggior parte delle società petrolifere statunitensi e di altri paesi produttori per continuare a produrre in maniera redditizia. Un barile con quotazione superiore ai 50 usd incentiva i nuovi investimenti effettuati da queste aziende e contribuisce a fissare un tetto agli incrementi dei prezzi. Al contrario, una quotazione sensibilmente inferiore ai 50 usd obbliga molte società a interrompere la produzione e a provocare una graduale riduzione dell’offerta (che alla lunga spingerà i prezzi verso il range 40-50 Usd). In entrambi i casi, tutto sembra condurre a quel range e i future non fanno altro che indicarlo.

In questo periodo si sta producendo una quantità di petrolio nettamente superiore a quella consumata. Allo stesso tempo, lo spazio per accumulare greggio (da poter potenzialmente rivendere a un prezzo più alto) si sta esaurendo. Il tutto obbliga i produttori a vendere petrolio a prezzi molto bassi. Alcuni stanno addirittura regalando il petrolio di peggiore qualità. Siamo completamente immersi in una situazione di contango, con i prezzi a consegna immediata molto più bassi di quelli a consegna futura. Al contrario, si parlerà di ‘backwardation’, quando ci si trova in una fase in cui la domanda è molto più forte dell’offerta e il prezzo della materia prima a consegna immediata è più elevato di quello a consegna futura.

Il contango più intenso degli ultimi decenni

Il contango di questo periodo è più intenso di quelli visti nel 2008 e nel 2015. Nel 2008, il contango tra il brent con consegna a uno e a sei mesi raggiunse un livello massimo mensile di 10,24 usd per barile. In termini percentuali si trattava di più del 20% di differenza. La settimana scorsa -prima del balzo in avanti registrato dalle quotazioni- il contango tra consegna immediata 823 usd) e consegna a ottobre (35,5 usd) era più ampio. Il prezzo indicato dai future è molto importante per la programmazione delle aziende nel medio termine.

Dove ci porteranno gli shock da domanda e offerta

Gli operatori del mercato petrolifero stimano che gli shock da domanda e offerta si esauriranno nell’arco di un semestre. Tuttavia, se questo non accadrà, il surplus gigantesco di greggio potrebbe spingere al ribasso le quotazioni per un periodo prolungato (fatta eccezione per brevi risalite).

Attualmente la pressione al ribasso è causata da una quantità di petrolio immagazzinato (somma di inventari e riserve strategiche) prossima ai 4.518 mln di barili nelle aree preposte all’immagazzinamento. Questi livelli superano di circa 1.000 mln la quantità accumulata in occasione del precedente collasso delle quotazioni avvenuto tra il 2015 e il 2016. La capacità globale di immagazzinamento ascende a 6.250 mln di barili e lascia spazio ancora a 1.700 mln di barili da accumulare. Questo margine, che a prima vista sembra alto, potrebbe saturarsi nell’arco di qualche mese se l’Arabia Saudìta e la Russia continueranno a generare un eccesso di offerta di 12 mln di barili diari.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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