In questa fase di incertezza sull’andamento della crescita economica è bene mantenere un atteggiamento prudente. Intervista a Daniele Bonanomi, fund manager Pharus

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

Il mondo HY ha potuto beneficiare negli ultimi anni di un progressivo miglioramento dei fondamentali aziendali, sia in termini di leverage che in termini di liquidità, aiutato da condizioni di accesso al credito molto favorevoli con tassi bassi e ampia liquidità.
Tuttavia, riteniamo che nel mondo High Yield si debba mantenere un atteggiamento prudente, sia in termini di bond selection, andando ad evitare emittenti con leverage troppo elevato o indici di profittabilità inadeguati, sia in termini di diversificazione, andando a prediligere un’elevata diversificazione, non solo a livello di emittenti, ma anche in termini geografico/settoriali.
L’attuale contesto di tassi elevati, costringe le aziende a doversi rifinanziare a condizioni quasi sempre peggiorative e, se si dovesse palesare un rallentamento economico, non è da escludere che possa esserci un aumento dei default e in definitiva un allargamento degli spreads.
Vogliamo sottolineare comunque come una eventuale fase di deterioramento economico verrebbe accompagnata anche da un abbassamento dei tassi e da una normalizzazione delle curve, che potrebbero aiutare a contenere le correzioni guidate da un allargamento degli spread.
Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?
Considerato l’attuale contesto macroeconomico, caratterizzato da tassi elevati con curve invertite e dal rischio di un possibile rallentamento economico, la nostra preferenza si rivolge alle economie sviluppate: Europa e Stati Uniti. In particolare, riteniamo che la parte breve delle curve sia oggi quella a maggior valore, quindi scadenze entro i 5 anni, dove è possibile trovare rendimenti molto interessanti intorno al 6/7%.
A livello settoriale, i settori che ad oggi possono offrire i rendimenti più interessanti sono i Finanziari, viste le tensioni dei mesi scorsi legate alle banche regionali americane e al caso Credit Suisse, e gli Industriali, che scontano già nelle valutazioni uno scenario recessivo.
Vogliamo sottolineare comunque quanto sia importante in questa fase di mercato una efficace selezione, sempre all’insegna di una elevata diversificazione, andando ad evitare gli emittenti maggiormente indebitati o con una profittabilità inadeguata, che potrebbero incontrare in questo contesto difficoltà maggiori nel rifinanziare il proprio debito.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

