Aspettando Jackson Hole. Le politiche di Trump continuano a segnare il mercato del lavoro, l’usd e l’inflazione. Nonostante ciò, Powell potrebbe allentare la morsa sui tassi. Kevin Thozet, membro del comitato investimenti, Carmignac

Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, interverrà venerdì 22 al simposio di Jackson Hole e gli operatori di mercato analizzeranno attentamente le sue parole per capire se il governatore darà ulteriori segnali sull’avvio di una fase di allentamento della politica monetaria.
L’assenza di una posizione chiara in tema di tassi di interesse è frutto della contrapposizione tra i dati sull’occupazione (più deboli delle stime) e quelli sull’inflazione (più alta delle attese).
Il quadro del mercato del lavoro risente delle politiche messe in campo da Trump : i nuovi freni all’immigrazione stanno riducendo la disponibilità di manodopera ; l’incertezza normativa ha spinto le imprese verso una situazione di stand by con poche assunzioni e pochi licenziamenti ; le politiche del DOGE si riflettono sull’occupazione pubblica.
2020-2025, quanto è cambiato l’approccio di Powell
La situazione odierna è completamente cambiata rispetto a quella che Powell gestiva nel 2020 quando, sempre in occasione dell’incontro di Jackson Hole, affermò che il mercato del lavoro non era abbastanza teso da giustificare interventi sui tassi e che la Fed era pronta a tollerare livelli di inflazione moderatamente più elevati.
Nel tentativo di prevedere la prossima mossa di Powell, qualcuno ricorderà il suo discorso a Jackson Hole del 2020, quando affermò che un mercato del lavoro teso non costituiva, di per sé, una condizione sufficiente per alzare i tassi di interesse. E che la Fed poteva tollerare un’inflazione moderatamente più elevata.
Attualmente, stretto tra le polemiche e le pressioni che arrivano da Donald Trump e le aspettative dei mercati, Powell dovrebbe cedere all’adozione di un approccio di politica monetaria espansiva.
Se osserviamo la curva dei tassi Usa, il mercato si aspetta due tagli dei tassi da parte della Fed nel corso del 2025. Crediamo che tale aspettativa sia eccessiva in virtù della resilienza mostrata dall’economia Usa e dalla persistenza dell’inflazione. Diversa è la situazione dei tassi a lunga scadenza che dovrebbero stabilizzarsi all’interno di una forchetta di +/- 50 punti base.
In futuro, se l’indebolimento dell’usd continuerà a manifestarsi alla pari dei vincoli sulla manodopera e all’aumento dei dazi, i mercati potrebbero alzare l’asticella e domandare premi più elevati per detenere in portafoglio Treasury a lunga scadenza.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

