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Preferire le scadenze brevi tra gli Em bond

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Preferire le scadenze brevi tra gli Em bond

 

Inflazione e tassi Usa potrebbero alimentare una volatilità elevata sulle scadenze lunghe. Luca Sibani, responsabile investimenti discrezionali e total return di Epsilon SGR

 

Credete che l’attuale rendimento cedolare offerto dalle obbligazioni emergenti sia in grado di compensare i rischi che un investitore si accolla con la sottoscrizione di strumenti dedicati a questi bond?

 

Investire in obbligazioni emergenti rappresenta un’alternativa importante in un contesto in cui una quota consistente dei rendimenti obbligazionari sono negativi o poco significativi.

Nell’ampio universo del debito governativo emergente è importante però distinguere tra il debito denominato in valuta forte, principalmente in dollari e in euro, e il debito in valuta locale.

Il debito in valuta locale incorpora anche un rischio di cambio che non deve essere sottovalutato. L’analisi rischio rendimento di lungo periodo dimostra che l’investimento in indici di debito domestico non è sempre efficiente.

Investire in debito locale richiede pertanto la capacità e gli strumenti per gestire, nel tempo, il rischio valutario. Il debito sovrano in valuta forte, al contrario, ha generato in modo consistente rendimenti efficienti anche una volta incorporata la volatilità dell’investimento.

Volatilità che non è solo il frutto di rischi di mercato ma anche di rischi idiosincratici, specifici di un emittente. È fondamentale investire in un portafoglio ben diversificato sia dal punto di vista geografico che dal punto di vista del merito di credito degli emittenti.

In questa fase di mercato, quali em bond (per Paesi, affidabilità creditizia, valuta) ritenete opportuno sovrappesare nei vostri portafogli e quali sottopesare?

 

L’attuale fase di mercato è caratterizzata da forti aspettative di crescita economica e dell’inflazione con la conseguente risalita dei tassi a medio e lungo termine, soprattutto negli Stati Uniti. Tassi più elevati e dollaro forte non aiutano le obbligazioni emergenti.

Gli strumenti da preferire sono quindi quelli con scadenza entro i cinque anni, meno esposti all’incertezza del ciclo dei tassi di interesse. All’interno di un portafoglio di paesi emergenti ben diversificato, la nostra preferenza è per i produttori di materie prime, mentre escludiamo le emissioni di paesi che presentano un forte indebitamento, una quantità di riserve in dollari limitate e una forte dipendenza dal mercato dei capitali.

Nell’ambito dell’attività di gestione del comparto Epsilon Fund Emerging Bond Total Return investiamo principalmente in titoli obbligazionari emergenti in dollari con scadenze inferiori ai tre anni ed escludiamo dall’universo investibile i dieci paesi che presentano i peggiori fondamentali macroeconomici includendo nell’analisi anche fattori ambientali, sociali e di governance.

 

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