Intervista a Nicolas Julien, Head of High Yield & Credit Arbitrage di Candriam

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

 

Nicolas Jullien

La qualità del credito dell’high yield globale è migliorata in media, ma non in modo uniforme tra i vari segmenti. Ad esempio, l’high yield europeo ha una media del 75% con rating BB, mentre quello statunitense leggermente inferiore al 50%.

Attualmente i fondamentali si stanno dimostrando resistenti. E questo potrebbe significare che gli emittenti potrebbero essere in grado di superare un periodo di recessione. Tuttavia, nonostante il miglioramento della qualità media, non crediamo che l’asset class sia generalmente meno rischiosa, poiché i livelli di rischio sono aumentati per gli emittenti con rating B e inferiore.

Infatti, dieci anni di sostegno monetario convenzionale e non convenzionale senza precedenti (che ha incluso tagli dei tassi e quantitative easing) hanno portato un numero significativo di imprese ad aumentare esponenzialmente il proprio debito e ad adottare comportamenti favorevoli all’azionario (riacquisto di azioni, distribuzione dei dividendi) piuttosto che proteggere i propri bilanci e mantenere livelli di leva finanziaria gestibili.

Con l’aumento dei rischi geopolitici, la decarbonizzazione, la maggiore scarsità di cibo ed energia e la deglobalizzazione, prevediamo un aumento dell’inflazione per un periodo prolungato. Ciò comporta tassi strutturalmente più elevati e un sostegno monetario generalmente inferiore da parte delle banche centrali. Tale contesto comporta rischi idiosincratici maggiori e persistenti, per cui gli emittenti più deboli citati precedentemente saranno soggetti a livelli più elevati di inadempienze e morosità nel medio termine.

Questo scenario richiede un’attenta selezione delle obbligazioni, sostenuta da una rigorosa ricerca fondamentale che permetta di comprendere il profilo di rischio degli emittenti sul mercato.

Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?

Rimaniamo concentrati sugli operatori leader con un forte potere di determinazione dei prezzi e una comprovata capacità di trasferire i costi dell’inflazione, evitando invece le società più piccole e di scala limitata. Privilegiamo inoltre gli emittenti con una gestione prudente del capitale e un comportamento favorevole ai creditori.

In termini di allocazione settoriale, manteniamo la nostra esposizione sottopesata ai settori sensibili ai tassi (immobiliare, auto e costruzioni) e rimaniamo sovrappesati sui settori difensivi e ad alta intensità energetica (telecomunicazioni, imballaggi, healthcare e utility).

Attualmente privilegiamo l’high yield europeo rispetto a quello statunitense, in quanto le valutazioni (spread) sono più interessanti e la qualità dei rating è superiore. Inoltre, con venti contrari più deboli derivanti da una potenziale crisi energetica e dati tecnici solidi (emissioni più deboli e afflussi moderati), l’asset class EUR HY offre un profilo d’investimento più interessante. 


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.