Il team di Pictet Am crede che la probabile fase di debolezza del Pil Usa giustifichi un sovrappeso sui Treasury bond
I rendimenti delle obbligazioni decennali statunitensi sono scesi in modo stabile in risposta ai segnali di allentamento delle pressioni inflazionistiche, mentre quelli dei bond statunitensi indicizzati all’inflazione sono passati in territorio positivo.
I nostri modelli suggeriscono che il valore equo dei rendimenti dei titoli decennali statunitensi si aggiri intorno al 2,6%, sulla base delle nostre ipotesi secondo cui la Fed ridurrà la liquidità per un totale di 2.000 miliardi di dollari e l’economia tornerà a crescere sui livelli tendenziali nel 2024.
Mentre l’incombente rallentamento della crescita del PIL statunitense giustifica un sovrappeso sui Treasury USA, il miglioramento delle prospettive economiche della Cina (da noi previsto) ci ha portato a ridurre l’esposizione ai titoli di Stato cinesi, che ora appaiono costosi.
In controtendenza rispetto alla tendenza globale di restringimento delle politiche economiche, la Cina ha iniziato ad allentare la politica fiscale e monetaria, passando da misure mirate ad un allentamento su larga scala.
L’impulso creditizio, che rappresenta il flusso del credito nel settore privato, continua a migliorare e la liquidità in eccesso è rimbalzata bruscamente da livelli negativi.
Ciò risolleva le prospettive di una forte ripresa economica una volta che Pechino avrà rimosso completamente le restrizioni dovute al COVID. Per questi motivi, riduciamo i titoli di Stato cinesi da sovrappesati a neutrali.
La classe di attività si è rivelata un rifugio sicuro in questa fase di mercati obbligazionari volatili, con un rendimento positivo da inizio anno, in un contesto in cui le obbligazioni globali hanno perso in media il 10%.
Di conseguenza, però, sono tra i titoli di Stato più costosi della nostra tabella delle valutazioni: il differenziale di rendimento tra obbligazioni cinesi e statunitensi è praticamente scomparso.
Abbiamo inoltre abbassato il debito high yield europeo da neutrale a negativo. La classe di attività è vulnerabile rispetto all’inasprimento delle condizioni finanziarie e a un deterioramento della crescita nella regione, soprattutto ora che la Banca Centrale Europea cerca di allinearsi all’atteggiamento aggressivo della Fed.
Per il resto, manteniamo una posizione neutrale sulle obbligazioni emergenti in valuta locale, sui bond societari e sui titoli di Stato.
Per quanto riguarda le valute, continuiamo a ritenere che il dollaro stia per subire un deprezzamento secolare. La valuta è scambiata a massimi degli ultimi 20 anni su base ponderata per gli scambi e in termini di parità del potere d’acquisto è sopravvalutata di circa il 30%.
Nei prossimi mesi il dollaro registrerà probabilmente le maggiori difficoltà nei confronti dello yen giapponese, che sovrappesiamo. Abbiamo portato l’euro da sottopesato a neutrale e il franco svizzero da neutrale a sovrappesato.
Redazione
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