Quarta rivoluzione industriale: l’ETF di Lyxor sugli unicorni delle tecnologie disruptive

Le nuove tecnologie offriranno soluzioni più semplici, più accessibili e spesso più convenienti per molte delle più grandi sfide che l’umanità si trova ad affrontare. Le tecnologie disruptive (ossia dirompenti) sono tali perché ribaltano lo status quo, sfidando tutti gli operatori tradizionali. Questa ondata di invenzioni e disgregazione tecnologica è talvolta chiamata “la quarta rivoluzione industriale”.

Si tratta di una rivoluzione, stima Lyxor, che trasformerà il nostro modo di vivere e lavorare tanto quanto l’energia a vapore, l’elettricità e la tecnologia informatica. Le aziende che abbracciano la tecnologia dirompente hanno il potere di reinventarsi e di creare nuovi mercati. Alcune di esse si trasformano addirittura in “unicorni”, aziende private valutate oltre 1 miliardo di dollari. L’interruzione non è solo una questione di progresso tecnologico – fare le cose in modo diverso e in meglio.

Data, dispositivi e la gente: l’Internet delle cose

L’Internet degli cose (IoT), in rapido sviluppo, è un esempio di come la tecnologia avanzata si incorporerà rapidamente nella nostra vita. Automatizzando i nostri compiti e permettendoci di concentrarci su altri compiti.

L’Internet delle cose consente ai dispositivi di rete di comunicare automaticamente tra loro. Gli esseri umani sono chiamati in causa solo quando è strettamente necessario. Possono essere oggetti domestici, come ad esempio contatori intelligenti che trasmettono le vostre letture di elettricità e gas al vostro fornitore di energia per preparare la vostra bolletta.

Possono essere dispositivi integrati nella nostra infrastruttura urbana, tracciando i movimenti del trasporto pubblico e inviando aggiornamenti alle app per smartphone. Oppure possono essere industriali, monitorando automaticamente i livelli dei pezzi in magazzino e ordinandone altri quando necessario.

L’Internet delle cose è un mercato che raggiungerà i 1.100 miliardi di dollari entro il 2021, secondo le proiezioni della società di ricerca IDC2 fatte nel 2017. Anche questo numero enorme, tuttavia, non trasmette il reale ritmo al quale l’internet degli cose sarà integrata nella nostra vita quotidiana. Entro il 2025, una persona connessa si collegherà a un dispositivo IoT 4.900 volte al giorno (dati forniti da IDC nel novembre del 2018).

La rapida ascesa dei robot

La robotica è un’altra delle tecnologie disruptive in rapida crescita. Sono previste spese nella robotica e nel relativo campo dei droni per quasi 220 miliardi di dollari l’anno entro il 2021. I robot hanno avuto un ruolo nell’industria e nella produzione per molti anni, assumendo compiti ripetitivi o pericolosi. Eppure stanno diventando sempre più capaci e flessibili. Questo aprirà ai robot nuovi mercati dove le macchine sostituiranno o si affiancheranno ai lavoratori umani.

Le aziende che produrranno questo tipo di tecnologie d’avanguardia sono ben rappresentate nel fondo Disruptive Technology di Lyxor. Si va da titoli come Proto Labs, che utilizza le tecnologie disruptive tra cui la stampa 3D per la produzione di prototipi e parti su richiesta per i clienti in tutto il mondo.

Da parte sua l’azienda giapponese Fanuc è leader mondiale nei robot industriali, mentre la società statunitense Cognex Corporation è specializzata in sistemi di visione artificiale (i sensori e i software che guidano i robot della catena di montaggio).

Collaborazione tra macchine e uomo

Le tecnologie disruptive non riguardano solo con la costruzione di macchine migliori. Trovare dei modi perché gli umani possano lavorare con le nuove tecnologie sarà al centro di questa quarta rivoluzione industriale.

I progressi della robotica includono per esempio anche i “robot di servizio”, che potrebbero sostituire il personale del servizio clienti nel settore dell’ospitalità e della vendita al dettaglio.

Questo dovrebbe ridurre i costi, migliorare l’efficienza e persino risolvere la probabile carenza di personale di servizio causata dall’invecchiamento della popolazione in molte delle nazioni più ricche.

Sfruttare tutto il potenziale della quarta rivoluzione industriale dipenderà dai campi in rapida crescita dell’intelligenza artificiale (AI). Come il calcolo cognitivo e l’apprendimento automatico, dove si prevede una spesa complessiva di oltre 79 miliardi di dollari entro il 2022.

Tecnologie disruptive: il numero di robot utilizzati raggiungerà quasi 4 milioni nel 2022
Il numero di robot utilizzati raggiungerà quasi 4 milioni nel 2022

Tecnologie disruptive: Intelligenza artificiale e cloud computing

L’intelligenza artificiale permetterà di sviluppare sistemi informatici che in grado di svolgere non solo calcoli complessi ma anche lo stesso tipo di compiti che richiedono un pensiero. Stiamo parlando di attività che al momento possono soltanto essere eseguite da esseri umani, spesso anche altamente qualificati e allenati.

Inoltre darà alle macchine la capacità di riconoscere il linguaggio parlato e le immagini, in modo tale che potremo interagire con loro in una maniera assolutamente naturale.

L’intelligenza artificiale all’avanguardia è ancora in una fase relativamente precoce di sviluppo. Per cui molte delle aziende del settore, così come capita anche per la tecnologia blockchain alla base delle criptovalute, non sono quotate in Borsa al momento.

Detto questo, gli investitori possono ottenere un’esposizione al settore attraverso aziende parzialmente esposte all’IA. Una di queste è Nvidia, che progetta i chip utilizzati nei data center ad alte prestazioni che alimentano molte applicazioni AI.

Da parte sua il gigante dei software Microsoft ha concentrato i suoi sforzi economici e progetti nel cloud computing negli ultimi anni. Il che significa che sarà favorita dall’eventuale crescita dell’intelligenza artificiale. Nonché a tutto ciò che richiede l’elaborazione di una grande quantità di dati, come nel caso dell’Internet delle Cose.

I ricavi complessivi che è in grado di generare il cloud computing (in miliardi di dollari)
I ricavi complessivi che è in grado di generare il cloud computing (in miliardi di dollari)

Biotech per un’aspettativa di vita più lunga

Una cosa che accomuna le aziende presenti nel fondo ETF di Lyxor dedicato al tema delle tecnologie disruptive è l’interesse a sviluppare metodi per vivere più a lungo e meglio. Tra le partecipazioni vi sono giganti come Roche, una delle maggiori aziende farmaceutiche del mondo. Roche è presente in quanto leader nelle tecnologie all’avanguardia come l’immunoterapia per il cancro.

Ma il portafoglio comprende anche molte società biotecnologiche più piccole come Regenxbio. È un’azienda internazionale leader nello sviluppo di virus adeno-associati (AAV). Si tratta di un piccolo gruppo di virus a singola elica di DNA usato per le terapie genetiche. Modificando il DNA del paziente all’interno di le loro cellule, le tecnologie della società sono in grado di trasformare il modo in cui alcune malattie vengono trattate (anche per curare condizioni congenite).

Infine, nessun investitore può permettersi di trascurare il potenziale delle attività puramente digitali. Il FinTech e l’ecommerce rappresentano una minaccia esistenziale per molte aziende tradizionali come le banche, gli istituti di credito e i gruppi di vendite al dettaglo.

Ecco perché l’ETF include anche tecnologie “online” e “on-the-go”, come i pagamenti digitali. Nel fondo sono stati inclusi gruppi giovani come Square e Adyen, ma anche aziende affermate quali Mastercard e Visa, che stanno accogliendo e integrando l’economia digitale.

L'ETF di Lyxor sulle tecnologie disruptive ai raggi X
L’ETF di Lyxor sulle tecnologie disruptive ai raggi X

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