“Sottopesiamo le azioni dell’Eurozona mentre sovrappesiamo le azioni cinesi e giapponesi grazie alla politica monetaria interna.” Strategy Unit di Pictet Asset Management
Man mano che l’indice S&P 500 scivola verso un mercato al ribasso, il mercato azionario si sta avvicinando al suo fair value. Le valutazioni non sono però ancora abbastanza convenienti per portare gli investitori a ignorare i fondamentali e le minacce che le aziende si trovano ad affrontare.
I rischi continuano a essere orientati verso un ribasso, soprattutto per quanto riguarda la crescita degli utili USA. Detto questo, un calo dell’inflazione più rapido del previsto potrebbe innescare un rimbalzo dei rapporti prezzo/utili delle azioni statunitensi. Le azioni statunitensi hanno subìto un brusco declassamento. Mentre i rapporti prezzo/utili a termine a 12 mesi delle azioni mondiali sono scesi di oltre il 30% da settembre 2020, il rapporto dei titoli statunitensi è sceso di circa il 30% al di sotto della tendenza a lungo termine; si tratta della contrazione più forte dal 1974.
Supponendo che l’inflazione abbia raggiunto il picco massimo, i nostri modelli suggeriscono che i multipli si espanderanno di circa il 5-10% nei prossimi 12 mesi. A conti fatti, tenuto conto dei multipli esistenti e delle prospettive di utile, continuiamo a sottopesare le azioni statunitensi.
Abbiamo inoltre portato a sottopeso le azioni dell’eurozona: la regione è quella più a rischio di recessione, in quanto la stretta energetica causata dalle sanzioni alla Russia attraversa l’intera economia. Allo stesso tempo, la Banca Centrale Europea è indietro per quanto riguarda la stretta monetaria e potrebbe trovarsi costretta a recuperare se le pressioni inflazionistiche non dovessero diminuire. Anche se le valutazioni dei titoli europei sono interessanti, non hanno ancora raggiunto livelli tali da compensare sufficientemente i rischi degli investitori.
Abbiamo portato le azioni cinesi a sovrappeso in risposta al forte rimbalzo dell’economia successivo all’allentamento delle restrizioni legate al COVID, responsabili della contrazione economica durante il secondo trimestre. Le condizioni monetarie sono favorevoli e le valutazioni rimangono interessanti nonostante il rally del mercato. Sembra, inoltre, diminuire l’incertezza legata alla regolamentazione del settore tecnologico.
Abbiamo portato a sovrappeso anche le azioni giapponesi sulla base del miglioramento della situazione economica, del calo dei rischi di inflazione e dell’ottimismo dei consumatori, maggiore che altrove. In Giappone, la politica monetaria continua a supportare il mercato. Allo stesso tempo, dopo le pesanti perdite di quest’anno lo yen è estremamente conveniente e rende le azioni giapponesi ancora più interessanti per gli acquirenti esteri.
Tra i settori, continuiamo a riporre la nostra preferenza sul comparto salute (solidamente difensivo) e abbiamo rivisto al rialzo il settore dei servizi di pubblica utilità per le stesse ragioni. Allo stesso tempo, tuttavia, manteniamo la nostra posizione positiva sulle materie prime, che potrebbero beneficiare di quello che consideriamo un miglioramento delle prospettive economiche della Cina.
Redazione
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