Renminbi sotto i riflettori. Gli investitori devono prepararsi a significative riforme del regime di convertibilità valutaria cinese nel 2026, in concomitanza con l’introduzione del quindicesimo piano quinquennale. Carlos Casanova, Senior Economist, Asia di Union Bancaire Privée (UBP)

È improbabile che l’apprezzamento della valuta sia un obiettivo centrale di questo piano. L’attenzione a lungo termine rimarrà invece sull’internazionalizzazione del renminbi e sulla continua liberalizzazione delle partite correnti della Cina, che dovrebbero avere un impatto più profondo di qualsiasi apprezzamento valutario a breve termine. Il China Foreign Exchange Trade System (CFETS), originariamente composto da tredici valute estere, ha ampliato il paniere arrivando a includere venticinque valute, riflettendo l’enfasi strategica della Cina sulla promozione di relazioni economiche e commerciali multilaterali, in particolare con l’Africa e l’America Latina. Questi adeguamenti, compresa una minore dipendenza dal dollaro USA, avranno probabilmente implicazioni più ampie per i mercati valutari globali.
La PBOC potrebbe anche prendere in considerazione l’espansione della banda di oscillazione del tasso di cambio del RMB oltre l’attuale ±2,0% intorno al tasso di parità centrale nel 2026. Con una riduzione della pressione del dollaro statunitense, un tale cambiamento di politica consentirebbe ai mercati di adattarsi meglio alla maggiore volatilità dei cambi.
Incoraggerebbe inoltre le aziende cinesi ad adottare strategie di copertura più avanzate, aprendo la strada a una transizione graduale verso un sistema di tassi di cambio completamente flessibili e rafforzando il ruolo del renminbi nei mercati globali. La strategia economica a lungo termine della Cina prevede il rafforzamento del ruolo del renminbi nell’assorbimento degli shock economici esterni. Promuovendo l’internazionalizzazione del renminbi, le autorità cinesi mirano ad aumentare la domanda globale della valuta, il che potrebbe produrre effetti positivi per le aziende cinesi emergenti a livello globale e attrarre maggiori investimenti esteri.
Tuttavia, il successo di questo approccio dipende dall’attuazione di riforme strutturali fondamentali per affrontare gli squilibri economici interni, in particolare nel settore immobiliare e per quanto riguarda l’indebitamento delle imprese statali. Trascurare tali questioni potrebbe portare a un prolungato deprezzamento del renminbi, riflettendo un calo del tasso di crescita potenziale della Cina.
Una liberalizzazione prematura potrebbe inoltre innescare deflussi di capitali e destabilizzare l’economia. Al contrario, un approccio più proattivo nei prossimi cinque anni, unitamente agli sforzi volti a migliorare le opportunità di investimento domestico e ad accelerare la crescita del PIL nominale, potrebbe gettare le basi per un apprezzamento strutturale del renminbi nel lungo termine.
Redazione
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