Risalita del prezzo del petrolio, un fattore positivo per gli Em

L’aumento della quotazione del greggio è stata un’ottima notizia per l’intero spettro dei mercati emergenti. Guillaume Tresca, senior Em strategist di Generali Investments

Il trend dei prezzi del petrolio supporta la crescita globale dei ME e riduce significativamente per i paesi produttori le necessità di finanziamento dall’estero. È difficile conoscere le ipotesi sui prezzi del petrolio che stanno alla base delle proiezioni di bilancio dei paesi emergenti: in Arabia Saudita è probabile che sia intorno ai 50 dollari al barile, inferiore in Qatar.

Questo scenario porta ad una revisione nettamente al ribasso delle emissioni sovrane in valuta estera a 200 miliardi di dollari USA, poiché i titoli sovrani del Gulf Cooperation Council (GCC) rappresentano in genere il 50% delle emissioni totali.

In termini di spread, emissioni inferiori e rimborsi elevati a luglio, insieme a flussi in ingresso di fondi finora resilienti, aiuteranno gli spread dei ME prima del meeting di Jackson Hole (dove sono probabili notize sulla riduzione degli acquisti di obbligazioni da parte della Fed).

A nostro avviso, posizioni lunghe verso i mercati del GCC nell segmento Investment Grade sono il modo migliore per esprimere una visione rialzista del petrolio. Sono i più sensibili ai prezzi del petrolio e, con il petrolio a 75 US$/barile, quasi tutti i GCC dovrebbero registrare un surplus sia nella bilancia dei pagamenti che nel bilancio pubblico.

Il Qatar e in misura minore l’Arabia Saudita sono a buon mercato sulla curva. Siamo invece cauti sul Kuwait, mentre nel segmento High Yield dovrebbe beneficiarne l’Oman.

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