“La plastica è il simbolo dell’inquinamento ma il fatto che venga utilizzata in una vasta gamma di settori rappresenta la prova dei suoi vantaggi”, commenta Wim Van Hyfte, Global head of Esg Investments and Research di Candriam

La “zuppa di plastica” sono quei diversi miliardi di tonnellate di plastica che galleggiano impercettibilmente sotto la superficie dell’oceano, una metafora molto meno gustosa di quanto sembri. La maggior parte dei commensali non riesce a rendersi conto che, quando si ordina la zuppa di pesce in un ristorante, ci sono buone probabilità che le microplastiche siano sul menu. La plastica è il simbolo dell’inquinamento, e per una buona ragione, ma allo stesso tempo bisogna riconoscerne i numerosi benefici. Secondo i sostenitori, poiché è creata con il preciso scopo di perdurare nel tempo, la plastica rappresenta uno dei materiali più durevoli e sostenibili e offre una serie di vantaggi.

Possiamo tenere la nostra plastica? Esistono soluzioni sostenibili?

La plastica ha creato un enorme problema di inquinamento globale. Secondo il World Economic Forum e la Ellen MacArthur Foundation entro il 2050 gli oceani conterranno più plastica che pesci. Il costante aumento della produzione di plastica e l’incredibile durata del prodotto sicuramente giocano un ruolo in tutto questo. Per fare qualche numero, la produzione annuale globale di plastica è passata da 1,5 milioni di tonnellate nel 1950 a 359 milioni di tonnellate nel 2018. La plastica “usa e getta”, è ben lontana dall’essere facilmente smaltibile, ma rimarrà in circolazione per secoli, considerando che il tempo di decomposizione di questo materiale varia dai 450 anni delle bottiglie fino ai 1.000 anni di altre tipologie di rifiuti. Studi accademici hanno evidenziato come la maggior parte della plastica che si è riversata negli oceani ha origine in alcuni fiumi asiatici e africani; ciò tuttavia non significa necessariamente che la plastica sia stata prodotta o consumata in queste aree.

Tra i suoi vantaggi, bisogna riconoscere che la plastica è un prodotto resistente, leggero, versatile e relativamente a basso costo. Ogni tipologia di plastica, (PET, PVC, PP), presenta differenti caratteristiche, ma il principale lato negativo resta lo smaltimento. Essendo un prodotto duraturo, uno smaltimento adeguato è fondamentale. Le soluzioni che sono state finora adottate sono state miseramente insufficienti, e hanno portato la Terra a una poco salutare dieta a base di zuppa di plastica.

Il fatto che la plastica venga utilizzata in una vasta gamma di settori rappresenta la prova dei suoi vantaggi. In molti casi, un’alternativa migliore è troppo costosa o più semplicemente non è stata ancora trovata. Anche se alcuni oggetti in plastica potrebbero essere sostituiti da altri materiali, questo è ben lontano dall’essere attuabile. L’aeronautica e il settore dei trasporti in generale beneficiano dell’esistenza di parti in plastica resistenti alla corrosione, allo stesso tempo robuste e leggere; la plastica leggera consente di risparmiare carburante e di ridurre le emissioni di gas serra. Il settore delle attrezzature per la sicurezza personale dipende fortemente dalla plastica per garantire la salute e la protezione, attraverso la creazione di caschi, occhiali e altri oggetti. Per non parlare del confezionamento del cibo. Imballaggi evoluti possono ridurre gli sprechi alimentari, prolungando la durata di conservazione degli alimenti.

Rimuovere o affrontare il problema. Per risolvere questo dilemma, si possono seguire due vie: eliminare la fonte della causa dell’inquinamento o curarne le conseguenze. Per quanto riguarda la fonte, esistono una serie di regolamenti a livello globale. Il più famoso è la Direttiva Europea sulla Single Use Plastic, che entro il 2021 vieterà in tutta l’Unione Europa l’uso di cotton fioc, cannucce, piatti, posate e altri articoli monouso in plastica. Non è la sola direttiva in questo senso, una infografica sulla storia dei regolamenti sulla plastica monouso, fornita da UN PRI, dimostra come l’attenzione sull’argomento stia crescendo. È necessario che le aziende prendano nota di questo. Queste norme relative alla plastica monouso stanno trattando la causa dell’inquinamento, un inizio logico per contrastare il problema l’inquinamento da plastica.

Riciclare può aiutare a evitare le conseguenze. Ci sono tre metodi principali per smaltire la plastica: riciclo, incenerimento e discarica. Purtroppo, oggi più del 40% della plastica globale finisce nelle discariche. I rifiuti destinati alle discariche provenienti da paesi occidentali, comprese le materie plastiche, sono stati spediti per decenni in Paesi in via di sviluppo privi di una forte regolamentazione in merito. I tempi tuttavia stanno cambiando e i rifiuti vengono … rifiutati. In particolare, si ricorda il divieto cinese di importare rifiuti in plastica. I paesi occidentali esportatori di rifiuti si trovano quindi ad affrontare nuove circostanze. Non possiamo esportare il problema e continuare a chiudere gli occhi. Ora dobbiamo occuparcene.

La raccolta della plastica è fondamentale affinché le operazioni di riciclo abbiano un impatto significativo. Un ostacolo può essere dovuto alla contaminazione, ad esempio con sostanze chimiche o di design, in quanto le plastiche colorate sono più difficili da smaltire. L’attuale tasso di raccolta della plastica è insufficiente a soddisfare la crescente domanda di materie prime riciclate. Questo mette sotto pressione il prezzo. Secondo IHS Markit, la plastica rPET (per il PET riciclato) attualmente costa fino a 40 centesimi in più per libbra rispetto alla resina vergine importata. Applicare una tassa rimborsabile sui prodotti in plastica, come le bottiglie o altri contenitori, potrebbe essere un primo passo, perché aumenterebbe del 90% il tasso di raccolta di questi materiali, come avvenuto in Germania e Norvegia.

Investitori, prendete nota. Questi problemi, e le relative soluzioni, avranno inevitabilmente un impatto sull’intera catena del valore della plastica, che comporta dei rischi ma offre anche delle opportunità per gli investitori. Si comincia con le società oil e gas che, pur non essendo state direttamente prese di mira dalle nuove normative, possono affrontare il rallentamento della domanda di petrolchimici da parte dei produttori di plastica vergine. Le aziende chimiche che producono polimeri potrebbero perdere terreno in favore di altri settori come la biochimica e il riciclo chimico. I beni di consumo vedranno probabilmente la sfida più grande, poiché le aziende devono affrontare direttamente una regolamentazione più severa e una crescente consapevolezza da parte dei consumatori di questioni quali gli imballaggi sostenibili e riciclati. Inoltre, le società di gestione dei rifiuti avranno naturalmente il loro ruolo da svolgere nel ciclo di vita della plastica, dai servizi di riciclo e smistamento alle iniziative relative alla raccolta.

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. La gestione dell’inquinamento da plastica è perfettamente in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite. La crescente attenzione dei leader mondiali, dei consumatori e delle aziende illustra il senso dell’obiettivo n. 12, “Garantire modelli sostenibili di consumo e produzione “. Il Pianeta Terra ha bisogno degli esseri umani per sviluppare un’economia circolare.

Gli investitori possono contribuire allo sviluppo di un’economia circolare collaborando a finanziare le imprese che mirano alle sfide più urgenti del nostro tempo e rispondono all’obiettivo, dichiarato dall’Unione europea, di implementare il Piano d’Azione per l’Economia Circolare. Ogni anno l’Umanità richiede l’equivalente di 1,7 pianeti per soddisfare la domanda di risorse naturali, un numero che si prevede aumenterà a 3 entro il 2050. Questi problemi non sono ovviamente limitati alla plastica, ma le materie plastiche esemplificano la necessità di trovare presto delle soluzioni e le opportunità di mercato.

L’attenzione dei media sull’inquinamento da plastica continua ad aumentare, mentre il panorama normativo e la consapevolezza generale del problema stanno subendo rapidi cambiamenti. La questione non è esagerata; questa è una grande sfida, per la quale sono necessarie e a breve, soluzioni rivoluzionarie. Per sviluppare soluzioni praticabili, dobbiamo tenere a mente che la plastica non è del tutto un male. La plastica può contribuire a un futuro più sostenibile. Dobbiamo ridurne il consumo, raccogliere correttamente i materiali usati e riciclarla e riutilizzarla il più possibile.

In qualità di azienda sostenibile, CANDRIAM contribuisce alla soluzione di inquinamento da plastica attraverso iniziative interne a livello locale, molte delle quali suggerite dai nostri dipendenti. Ad esempio, riduciamo il consumo di plastica eliminando progressivamente le bottiglie di plastica nelle sale riunioni e fornendo refrigeratori d’acqua direttamente collegati alla rete di distribuzione dell’acqua, piuttosto che raffreddare l’acqua in bottiglia. Condividiamo idee attraverso iniziative specifiche organizzate intorno a temi come la Settimana Europea della riduzione dei rifiuti e la Settimana dello sviluppo sostenibile. La plastica è progettata per durare. Continuare a godere dei suoi benefici significa riconoscere e trattare i problemi derivanti dalla sua longevità.


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Redazione

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