Emergenti: la vulnerabilità è aumentata

Intervista a Bob Stoutjesdijk, Strategist Global Macro Fixed Income Team di Robeco

Credete che l’attuale rendimento cedolare offerto dalle obbligazioni emergenti sia in grado di compensare i rischi che un investitore si accolla con la sottoscrizione di strumenti dedicati a questi bond?

Bob Stoutjesdijk

Continuiamo a sottopesare il rischio emergente sia nei titoli sovrani che nel credito, per una serie di motivi.

Anche se gli Emergenti hanno superato la pandemia meglio di quanto si temesse nello scenario peggiore, un’altra ondata di contagi peserà sulle prospettive a breve termine, compensate dall’ottimismo nel lungo termine per i vaccini e le riaperture.

L’Asia rimane un’eccezione, data la sua efficiente gestione della pandemia. L’aumento dei prezzi delle materie prime ha comprensibilmente sostenuto la propensione al rischio nei Paesi esportatori.

L’escalation dell’instabilità politica, come in Brasile, smorzerà la domanda interna e gli investimenti esteri in alcune parti dell’America Latina. Ma si potrebbero aprire contrasti interni visto il successo su base comparativa, ad esempio, del Cile.

In Europa Centrale e Orientale, gli ultimi sviluppi sul fronte del virus non sono stati incoraggianti, a causa dei ritardi nelle riaperture, sebbene le catene di approvvigionamento industriale non siano state colpite dalle difficoltà che stanno interessando l’UE. I fattori tecnici hanno iniziato l’anno su solide basi. Ma nelle ultime settimane hanno cominciato a venire meno, considerando il rialzo dei rendimenti reali statunitensi e del dollaro USA.

In questa fase di mercato, quali em bond (per Paesi, affidabilità creditizia, valuta) ritenete opportuno sovrapesare nei vostri portafogli e quali sottopesare?

Abbiamo un approccio molto conservativo rispetto agli Emergenti e non vediamo molti mercati da sovrappesare. Con l’incombere della discussione sul taper estivo della Fed, l’attenzione sulle vulnerabilità degli Emergenti è giustamente – a nostro avviso – aumentata.

Tuttavia, le dinamiche delle partite correnti sono in generale molto diverse dal 2013. La maggior parte degli Emergenti ha registrato notevoli miglioramenti sul fronte delle partite correnti attraverso il canale della bilancia commerciale, che limita la fragilità legata ai finanziamenti esteri.

Questo non vale, tuttavia, per tutti. Alcuni paesi hanno accumulato un debito pubblico considerevole, mentre il loro profilo di crescita è stato carente. Gli esempi di maggiore vulnerabilità sono il Sudafrica, la Turchia, l’India e il Brasile, che ci piace sottopesare.

Sul lato dei sovrappesi, ci sono ancora rendimenti reali positivi disponibili in paesi come l’Indonesia e il Messico, con quest’ultimo che sta gestendo meglio la pandemia. E che forniscono solo una modesta compensazione per il potenziale rischio di deprezzamento valutario e di crescente volatilità.

Per questo, manteniamo un sovrappeso modesto e selezionato. Abbiamo un sovrappeso più significativo nell’esposizione alla duration dei titoli di stato cinesi in valuta locale, in quanto vediamo del potenziale per un abbassamento significativo dei policy rates dato il mix di fattori demografici (l’invecchiamento della società) e alti livelli di debito pubblico e privato che richiedono tassi più bassi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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