L’investimento in titoli a bassa capitalizzazione implica una ricerca delle opportunità in nicchie di mercato. A Colloquio con Paul Middleton, global equities portfolio manager di Mirabaud Asset Management

Negli ultimi anni, le small cap Usa non hanno tenuto il passo delle large cap. Credete che in futuro possano materializzarsi condizioni più favorevoli al segmento dei titoli a bassa capitalizzazione?
Negli ultimi cinque anni negli USA, le small cap hanno registrato una considerevole sottoperformance rispetto alle large cap (SPX +107% vs Russell 2000 +60,6%). Ciononostante, non vi è un enorme divario tra le valutazioni dell’S&P500, scambiato a 19,7x fwd PE, e l’indice Russell 2000, scambiato a 22,6x fwd PE. Il PE fwd dell’S&P500 è leggermente superiore ai valori medi storici, mentre il PE del Russell 2000 è leggermente inferiore. Su base relativa, ciò ha portato l’S&P500 a essere scambiato con 1 deviazione standard rispetto al Russell 2000. Siamo investitori globali, e per prendere in considerazione i titoli appartenenti alla fascia bassa dello spettro small cap, dovremmo vedere una discrepanza molto più grande tra le valutazioni o sulle aspettative di crescita.
L’anno scorso le mega cap hanno registrato una sovraperformance e per delle buone ragioni: erano poco costose, avevano registrato un’accelerazione degli utili e avevano un’esposizione maggiore all’AI rispetto al resto del mercato. Non crediamo che questi nomi registreranno una sovraperformance pari a quella del 2023, ma se il mercato si dovesse espandere come ci aspettiamo, nell’S&P500 troviamo molti nomi scambiati a livelli interessanti, senza dover scendere per capitalizzazione di mercato fino alle small cap.

In quali settori dell’economia Usa ritenete si possano individuare le migliori opportunità per investire nelle small cap?
Quando abbiamo un’esposizione a titoli small cap, questi di norma appartengono a delle nicchie specifiche in cui le compagnie traggono beneficio da fattori favorevoli strutturali tematici, e in cui sono leader delle industrie in cui operano. Per esempio, una delle più piccole società small cap che abbiamo in portafoglio è quotata in Francia ma è un leader globale, e detiene una quota del 90% nel mercato delle tecnologie per il trasporto di gas naturale liquefatto (GNL).
L’attuale modello di business è orientato verso le tecnologie usate per il trasporto di GNL, ma col tempo quelle stesse tecnologie saranno utilizzate per contenere il GNL che viene utilizzato come combustibile marino. La capitalizzazione di mercato di questa società è di 5 miliardi di dollari. Abbiamo un’esposizione anche a un network di broker assicurativi leader in Australia. Si tratta di un mercato con una crescita strutturale dato che i rischi chiave per le aziende, come la cybersecurity, rimangono sottoassicurati, e la società ottiene un margine di operatività del 30%. La capitalizzazione di questa società è di circa 4 miliardi di dollari.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

