Small e mid cap: l’approccio deve essere di lungo termine

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Intervista a Michele De Michelis, CIO di Frame AM 

La spinta economica relativa al Recovery potrebbe favorire i Paesi periferici. In modo particolare Italia e Spagna, i cui mercati azionari potrebbero prendere quota. Condividete quest’ipotesi?
Michele De Michelis

Assolutamente si, soprattutto in Italia.

Crediamo infatti che nel Bel Paese ci siano una serie di situazioni concomitanti che potrebbero influire in positivo nelle quotazione della Borsa di Milano in maniera molto importante.

La prima più evidente e nota ormai da mesi è l’enorme somma di denaro che l’Europa ha concesso al governo Italiano sotto forma di “Recovery fund”.

Questa pioggia di miliardi andrà a sommarsi all’enorme liquidità presente sui conti correnti degli Italiani che, grazie alla nuova legge sui PIR e agli Eltif, dovrebbe far accrescere da un lato il fatturato delle imprese italiane, dall’altro far arrivare importanti flussi di denaro su fondi specializzati proprio sulle azioni delle aziende coinvolte in questa grande ristrutturazione.

La nomina di Mario Draghi alla Presidenza del Consiglio inoltre è stata la ciliegina sula torta, offrendo uno spessore e una credibilità internazionale all’Esecutivo Italiano che mancava ormai da troppi anni.

Un’ultima considerazione puramente tecnica: l’indice Italiano dopo il crollo dovuto alla grande crisi finanziaria del 2008 si è mosso per 12 anni in un ampio trading range tra i 12 mila e i 25 mila punti senza mai riuscire a sfondarlo, pur avendoci provato per almeno 4 volte. In questo momento sembra sia in corso un nuovo tentativo, grazie anche ai flussi in entrata che stanno arrivando dall’estero.

Questa situazione ricorda molto quanto accadde negli anni ’90 con la nomina di Carlo Azeglio Ciampi che fu chiamato in un momento di grande difficolta istituzionale. Ma riuscì a portare l’Italia nell’unione Europea fin dall’inizio.

Se il Recovery riuscirà a spingere i mercati periferici dell’Eurozona, credete che saranno le small cap o le large cap di questi listini a trarre i maggiori vantaggi?

Credo che le mid e le small cap saranno quelle che avranno i maggior benefici.

Spesso infatti vi si nascondono delle vere e proprie chicche in questi listini meno seguiti dagli analisti a causa della scarsa liquidità delle società che li compongono.

Il fatto che non scambino moltissimo sul mercato non vuol dire assolutamente che non siano aziende di qualità, con business innovativi e management di alto livello.

Sono azioni non adatte agli speculatori o ai day trader, ma l’approccio deve essere più di lungo termine, dopo averle analizzate con attenzione.

Del resto non dimentichiamo che anche Apple o Amazon sono state delle small cap.

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